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Giunta Zingaretti, 10 anni di fallimenti

 

Presidente, colleghi,

intervengo perché lo devo alle battaglie combattute, all’opposizione senza sconti, a Fratelli d’Italia più che a me, ad i colleghi che con me hanno attraversato questa legislatura, a coloro i quali mi sono seduti accanto ed in ogni luogo ci saranno comunque, ma anche a coloro i quali mi sono seduti davanti e che stimo perché credono.

Si, con oggi vi saluto, perché troppo ho atteso per non lasciare incompiuto il mio ruolo, non mi sono fidata degli annunci “ si dimette contestualmente all’accettazione della candidatura” “ si dimette alla proclamazione” “si dimette tra pochi giorni” e nemmeno del più diretto “ facciamo presto”.

Caro onorevole…presidente…segretario (pardon, ex…) e spero di non aver dimenticato nulla, lei torna in Consiglio oggi dopo aver approvato in giunta la manovra il giorno 7 ottobre, dopo giorni 20 giorni e la promessa di asciugare in commissione il giorno 17, dopo altri 10 giorni.

Lei torna qui e chiede all’aula di votare una manovra che ha il sapore amaro di chi si appresta ad abbandonare la nave.

Ma si sa, lei da tempo ha mollato il suo equipaggio al proprio destino, tant’è che della sua giunta solo a lei è toccata quella scialuppa di salvataggio, in questo caso munita di poltrona che lei contestò in modo veemente ai suoi e al suo partito.

(con quella faccia tosta del menefreghismo più buio…) che le ha permesso di fare campagna elettorale da presidente di regione, promettendo e – concedetemi il termine- “deliberando” sogni; sì, proprio così: lei delibera sogni degni della più becera propaganda, che per di più… solo a voi di sinistra pare essere perdonata…

Ma Torniamo a noi…

lei oggi ci presenta un vero e proprio programma elettorale mascherato da numeri, che servirà solo alle vostre più sfrenate ambizioni.

La sua non è una manovra, ma un vero e proprio saccheggio politico della cosa pubblica…

Lei, oggi, è un maestro d’orchestra che ha perso la bacchetta.

Lei ci lascia tra i fischi per la sua esibizione stonata.

Onorevole Zingaretti, il suo slogan per la campagna elettorale del 2018 era “ LA FORZA DEL FARE”. Bellissimo. Bene.
Oggi, dopo aver letto questa manovra e aver osservato questi suoi anni, le posso suggerire un altro slogan?
Eccolo: “LA FORZA DEL DARE”. Sottotitolo: “Quando il ridicolo diventa sublime…”

I miei colleghi di Fratelli d’Italia entreranno nello specifico nei loro interventi, ma non un dito muoveremo per allungare questa agonia.

Vi presentate dopo 10 anni di governo con il passaggio dei poteri a Roma, dopo 10 anni che governate ci dite che è urgente! Non era urgente prima perché il sindaco di Roma, Virginia Raggi, era un esponente di quel M5S con cui alle ultime politiche vi siete insultati, ma con il quale qui ancora governate e cercate disperatamente un accordo per ripresentarvi insieme? D’altronde non lo era nemmeno prima perché Marino del vostro stesso partito non era così allineato.

Non temete, noi non siamo come voi, Roma ha una garanzia per avere più risorse e poteri e quella garanzia si chiama Giorgia Meloni, è il Presidente del Consiglio e a differenza vostra ha una sola parola, soprattutto per la Capitale.

In quest’aula ho mosso i miei primi passi nelle istituzioni, avevo 23 anni ed il terrore di perdere l’entusiasmo e me stessa, ma la lunghissima militanza giovanile, la comunità politica che mi ha cresciuta, il rispetto per l’avversario imparato in ogni Atreju, mi hanno guidata e sono rimasta concentrata solo sulle cose da fare. Ho imparato tanto, dai momenti difficili, dagli scandali, dalle polemiche è nata la mia rigidità, il voler essere irreprensibile. Ho imparato tanto, dai rapporti umani, tutti anche quei pochi sinceri con alcuni in opposizione, dalle battaglie altrui, dai dirigenti, dai dipendenti.

Devo ancora imparare tanto, forse troppo per una vita sola, ma so che fin qui non mi sono piegata, leggo anche in queste ore, che vi piace ridicolizzare la nostra passione per Il Signore degli Anelli, sbagliate.

Sarà forse per la declinazione al maschile!

Perché continuate a non capire dove avete sbagliato, ed è sulla sfida con l’anello del potere che avete perso.

Avete abdicato ogni vostro ideale alla poltrona del giorno, avete spento le vostre battaglie per un busta paga più sostanziosa, avete scordato che siamo qui per servire.

In questo caso per servire la regione che culla la città eterna, che ti ricorda la sua magnificenza con un fermo immagine dei Fori Imperiali e la sua genuina bellezza in un lotto della garbatella con una signora che stende.

(E no Onorevole Quartapelle, essere una ragazza della Garbatella non è un insulto)

Avete dimenticato le necessità di una Provincia di Roma, che non è il vostro bacino elettorale, non è un angoletto di porto di Fiumicino da coprire, non è la succursale di chi lavora a Roma, ma che è diventata il luogo ideale per i vostri scambi di interessi, tra comuni per assumervi tra voi o per gestire servizi fallendo come con il Cep. Invece noi sappiamo che la provincia di Roma è un’insieme straordinario di grandi e piccole realtà che tra le cose hanno custodito le tradizioni più belle delle nostre comunità e raccolto grandi eccellenze tra i suoi prodotti tipici.

Avete abbandonato il Viterbese, i suoi noccioli e le sue terme per cercare di portare un assessore inesistente in trionfo al posto di Santa Rosa, perdendo miseramente nonostante le candidature forzate di tanti professionisti.

Avete scambiato il Reatino per il dopo lavoro di qualche vostro ex sindaco, scordato la bellezza del Terminillo e la forza della gente che si è rialzata dopo aver scavato tra le macerie di un terremoto che non ha visto alcuna ricostruzione.

Avete trasformato la Ciociaria nella brutta copia di un film di Quentin Tarantino, non riconoscendo l’enorme potenziale di uno dei più grandi poli industriali della nostra regione .

Avete abbandonato il Pontino, costretto Latina a pietire un grande ospedale e dimenticato il potenziale di un territorio che con le sue coste ed i suoi monti lepini è capace da solo di muovere il turismo dell’intera regione.

Avete fallito e fallirete, tra pochi mesi, perché Allumiere insegna colleghi, che non basta un concorso per convincere la maggioranza a votare, perché non c’è giorno che qualcuno non si chieda che fine hanno fatto le mascherine.

Avete un grande pregio, non avete mai timore di perdere la faccia, ma non basteranno i troppi articoli di questa manovra a recuperarla, a parlare per il vostro operato ci sono i genitori abbandonati a casa senza assistenza domiciliare e i figli a scuola senza insegnanti di sostegno, le donne che non riescono a prenotare gli esami in gravidanza e gli uomini quelli per la prostata. Parlano anche i cumuli di rifiuti in ogni angolo di Roma, come parlano le comunità di Albano contro una forzatura in odore di mafia o di Magliano che ha vinto al Tar contro la vostra arroganza.

Parlano per voi anche gli inesistenti aiuti alle imprese agricole e le macchinazioni finite con le tante dimissioni di queste ore in Ater, parlano per voi la follia del fermo degli impianti fotovoltaici e i pendolari della Roma Lido con quelli della Roma Viterbo.

Parlano per me le 132 interrogazioni scritte, di cui ancora 100 attendono risposta, parlano per me le audizioni di questo ultimo anno in Commissione Trasparenza. Parlano per me tutti i ragazzi che hanno lavorato con me, sorridenti, silenziosi, seri che Voglio e devo ringraziare, ma che per fortuna accompagneranno.

Parlano per me e parleranno sempre per me i miei Fratelli che in questa aula se ancora si riunirà non vi daranno tregua. Perché è la passione per ogni angolo d’Italia che sempre ci guiderà.