Chiara Colosimo Case famiglia

La richiesta presentata da Fratelli d’Italia, arrivata sulI’onda di Bibbiano, non è stata nemmeno discussa.

Da quasi un anno la Regione Lazio oppone il classico muro di gomma alla richiesta di una commissione d’inchiesta sul sistema degli affidi minorili. Il 7 agosto 2019, un mese dopo gli arresti per lo scandalo di Bibbiano, il consigliere regionale Chiara Colosimo, di Fratelli d’Italia, aveva presentato una proposta di legge per istituire una «commissione d’inchiesta sulle strutture di tipo familiare e a carattere comunitario che accolgono minori in Lazio». La proposta era stata firmata dai sei consiglieri di Fdi, da due rappresentanti di Lega e Forza Italia e anche da Roberta Lombardi del Movimento 5 stelle, che in Lazio sostiene la giunta del governatore Nicola Zingaretti. A tutt’oggi, però, la proposta non è mai stata presa in considerazione dalla Regione, tanto che non è stata nemmeno discussa: né in commissione, né in Aula.

Ora, però, la richiesta di rinvio a giudizio dei 24 indagati per i fatti di Bibbiano, appena depositata dalla Procura di Reggio Emilia, riaccende in tutta Italia la questione dei bambini ingiustamente strappati alle famiglie e riattizza la polemica sulle troppe patologie della giustizia minorile. Così, ovunque, ripartono iniziative politiche che per troppi mesi sono state silenziate, anche per colpa della pandemia. E in Lazio scoppia la polemica per la commissione d’inchiesta fantasma.

«Contro la nostra proposta», protesta il consigliere Colosimo, «è stato fatto di tutto, pur di evitare fosse messa all’ordine del giorno. Mi è stato opposto che non era il caso, che Io scandalo di Bibbiano era pura strumentalizzazione politica. Ho replicato: dimostriamo che non è così. Non c’è stato niente da fare. Di fronte alle resistenze, ho presentato molti solleciti perché almeno la proposta arrivasse in Aula, e fosse pubblicamente bocciata dalla maggioranza. Nemmeno questo è stato accettato».

Un vero muro di gomma, insomma, che dopo un anno comincia a giustificare i peggiori sospetti dell’opposizione di centrodestra: e cioè che il Lazio non voglia affrontare il tema perché la commissione d’inchiesta sugli affidi potrebbe diventare in qualche modo scomoda per la giunta Zingaretti. Come segretario del Partito democratico, del resto, Io stesso Nicola Zingaretti ha assunto posizioni durissime sullo scandalo di Bibbiano, minacciando querele a nome del Pd e difendendo a spada tratta il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, che ora rischia il rinvio a giudizio assieme agli altri 23 imputati. Per questo, il gruppo di Fratelli d’Italia pensa dì presentare una nuova richiesta per mettere in calendario la discussione sulla commissione d’inchiesta. «Almeno ci dovranno spiegare perché non la vogliono», aggiunge la Colosimo.

Il consigliere di Fdi denuncia anche di aver ricevuto, negli ultimi undici mesi, «oltre 20 segnalazioni di bambini portati via da casa in modo anomalo: un fatto che mi conferma la necessità di una verifica urgente e approfondita». Nel Lazio, in base a una «mappatura» che risale al 2017, le strutture d’accoglienza per minori sarebbero circa 340. Chiara Colosimo ne ha visitate molte, e non di tutte ha tratto un’impressione positiva: •In una casa famiglia una bimba mi si è attaccata al braccio, disperata, gridando “Portami via da qui!”. Ho avuto anche l’impressione che la magistratura minorile non abbia quel che si dice il polso della situazione». Non è una novità. Di un’altra struttura, che nel 2018 era finita in una brutta vicenda di abusi sessuali su una ragazzina, s’era scoperto che fino a pochi anni prima aveva avuto come vice responsabile un giudice onorario del Tribunale dei minori di Roma.

Fonte: laverità.info

 

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