Lo ha detto Chiara Colosimo, Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, intervenendo nella sala Tevere della Regione Lazio, alla presentazione del rapporto “La criminalità del Lazio”
“Roma è la città che mi preoccupa di più. Innanzitutto perché è il cuore economico e politico della nazione. Secondo poi perché in questa città si incrociano tutte le criminalità organizzate. Ma non solo. Infatti fanno accordi di cui abbiamo evidenze” come “delle spartizione di piazze per non litigare che poi, quando si rompono, portano agli episodi che ben conoscete
Se serve approccio più forte anche interistituzionale? Assolutamente sì. Magari nelle prossime settimane con il sindaco di Roma faremo qualcosa”. Parlando nel corso della conferenza, Colosimo aveva sottolineato quanto la città sia “troppo attrattiva per le mafie”. Lanciando anche un monito alla classe dirigente: “Lo dico ai miei colleghi: Meglio perdere 10 mila voti che avere rapporti con alcuni. Anche solo per un dubbio.
Se non vogliamo spaventarci per quello che la droga sta facendo sulle giovani generazioni, spaventiamoci perché il pil alternativo che muove le mafie in questo momento può mettere in ginocchio la nostra nazione. Sono due problemi paralleli su cui dobbiamo aprire gli occhi. Non possiamo fingere che non ci riguarda, riguarda i nostri figli e il benessere economico dell’Italia. Questo è il mio allarme, e lo faccio da qui, perché Roma è il cuore economico e politico della nazione. Roma è la prima a doversi ribellare e a dover riempire le piazze contro una mafia subdola.
Questi sono dati che devono alzare il livello di attenzione su questa regione. Bisogna farlo consapevolmente, per le giovani generazioni e per l’economia di questa regione. Il prefetto di Roma, in commissione, ha fatto un esempio significativo. Più o meno una piazza di spaccio dà lavoro a 300 persone. Siamo a un livello per cui gli investigatori sanno che siamo nella possibilità di trovare persone che lavorano a tempo indeterminato come spacciatori o come sentinelle. Nella peggiore delle ipotesi, le piazze di spaccio fatturano dai 30 mila euro al giorno, fino alle più importanti che fatturano 70 mila euro”.
Il nuovo Rapporto dell’Osservatorio regionale evidenzia reati in crescita del 14% dal 2019, Roma rimane l’epicentro ma province del Lazio sono sempre più esposte. Accanto alle mafie, crescono microcriminalità e devianza giovanile.
I numeri:
nel 2022 sono stati denunciati 275.323 reati, nel 2023 si è arrivati a 303.100. Una crescita del 14,3% rispetto al 2019. Roma, rappresenta l’80% dei reati denunciati. Ma anche le altre province hanno numeri preoccupanti: Latina e Viterbo sopra il 30%, Frosinone al 22,3%, Rieti al 36,5% .
Il rapporto fornisce un quadro differenziato per le cinque province:
- Roma: incidenza 80,2% sul totale dei reati regionali.
- Latina: incidenza 31,6%, con criticità legate a gruppi autoctoni e infiltrazioni campane.
- Frosinone: incidenza 22,3%, con presenza di clan locali e legami con la camorra.
- Viterbo: incidenza 31,7%, con infiltrazioni da gruppi calabresi e siciliani.
- Rieti: incidenza 36,5%, livelli più bassi ma con fenomeni emergenti come lo spaccio gestito da gruppi nigeriani.







