Skip to main content

Solo una memoria condivisa può prevenire rigurgiti della violenza contro lo Stato

“Per me inaugurare questa mostra significa assumersi una responsabilità politica, significa dire che non siamo qui soltanto per ricordare un tragico evento del passato, ma per riflettere sul suo significato istituzionale e sul messaggio che consegna al presente di questa nazione. Vedete, riflettevo sul fatto che Vittorio Occorsio non era un uomo politico, non era parte del dibattito ideologico di quegli anni, non rappresentava lo schieramento, era un magistrato della Repubblica che svolgeva il proprio lavoro con rigore e senso dello Stato”.

Così il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, la quale ha inaugurato oggi a Roma una mostra su Vittorio Occorsio, il magistrato vittima del terrorismo di estrema destra durante gli anni di piombo, ucciso nel 1976. “Quello che oggi voglio sottolineare è il significato istituzionale della figura di Occorsio, in un tempo in cui le contrapposizioni rischiavano di travolgere tutto. Egli ha rappresentato la fermezza silenziosa dello Stato, non l’appartenenza ma la funzione, non la militanza ma la legalità”, ha aggiunto Colosimo spiegando che “solo una memoria condivisa può prevenire rigurgiti: può impedire che si ricreino le condizioni che portarono a colpire lo Stato, ma soprattutto i suoi più bravi servitori”.