Commissione antimafia ieri a Brindisi. ‘Preoccupante è rapporto tra carcere e i territori’
“È emerso in modo chiaro che la criminalità organizzata nella città di Lecce punta all’investimento. Quindi c’è un’attenzione delle forze di polizia e delle procure per quanto riguarda i grandi o piccoli appalti. Questo mi costringe a dire ancora una volta, soprattutto agli amministratori locali dei piccoli comuni, di fare molta attenzione perché quello è sicuramente il viatico con cui la criminalità entra nelle nostre amministrazioni”.
Lo ha detto ieri in prefettura a Brindisi la presidente della commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo.
La stessa Commissione è stata in Puglia giovedì e venerdì con le audizioni di procuratori, prefetti e rappresentanti delle forze dell’ordine nelle province pugliesi. Ieri a Brindisi la commissione, accolta dal prefetto Guido Aprea, si è confrontata tra gli altri con il procuratore di Lecce Giuseppe Capoccia. “Se certamente sulla città di Brindisi e in parte su quella di Lecce, come avremo modo di dire, possiamo ancora parlare di un’influenza della Scu (Sacra Corona Unita), non possiamo dire lo stesso di Taranto, se non – ha spiegato – per la zona che riguarda Manduria, San Giorgio Ionico e così via”.
“Tuttavia – ha aggiunto – se c’è un filo comune denominatore che unisce tutti i territori, inclusi quelli di Bari e Brindisi, e che emerge in modo preoccupante è certamente il rapporto tra il carcere e i territori. Abbiamo raccolto in queste audizioni un minimo comune denominatore che è stato sintetizzato dal procuratore Capoccia con una frase: ‘Senza il 41 bis, il resto del carcere è facilmente permeabile’ e viceversa. Questo – ha concluso – è un allarme che la Commissione parlamentare antimafia intende raccogliere”.







