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Dal modello Falcone al piano “Liberi di scegliere”: cultura, bellezza e indagini sul denaro per spezzare l’eredità mafiosa e investire sui giovani

«Quello che ho capito dal 23 maggio di tre anni fa, quando sono diventata presidente della Commissione, è che la bellezza e la cultura sono fondamentali per fare la lotta alla mafia». È con queste parole, durante l’incontro «La cultura della rinascita e l’impegno nel presente: 57 parole nuove», che Chiara Colosimo, Presidente della Commissione parlamentare antimafia, ha tracciato il filo conduttore di una giornata dedicata al 34° anniversario della strage di Capaci e al 40° del maxiprocesso di Cosa Nostra.

«Spesso ce lo dimentichiamo», ha proseguito, «ma la vera rinascita di una città non può che passare dai musei, dai giovani, dalla consapevolezza che il lavoro delle forze dell’ordine contro la mafia è possibile grazie alla mobilitazione popolare». Un messaggio diretto rivolto anche alle nuove generazioni, che partecipano al percorso «Generazione 57» organizzato dal Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in collaborazione con l’Agenzia italiana per la gioventù.

 

Il modello Falcone e il “seguire il denaro”

Nel corso della conferenza, Colosimo ha sottolineato il retaggio di Giovanni Falcone nelle indagini moderne sulla criminalità organizzata. «Mettere insieme le indagini tradizionali con il ‘seguire il denaro’, questo lampo di genio di Giovanni Falcone, è ancora in tutto il mondo il modo in cui si fanno le indagini sulla criminalità organizzata. È così che si stana la mafia. È un’eredità di cui dobbiamo andare particolarmente orgogliosi», ha spiegato.

La presidente ha poi affrontato il tema mafia e appalti, annunciando un lavoro specifico della Commissione: «Se la mafia negli appalti ha una sua rilevanza anche nella strage di Capaci? Stiamo lavorando su questo e, una volta terminato il lavoro, faremo una relazione».

«C’è però una certezza, che viene dai documenti che ho desecretato», ha aggiunto, «ossia che Giovanni Falcone si occupasse di appalti e questo è evidente nelle carte, nei discorsi, nelle interviste pubbliche. La criminalità organizzata, allora come oggi, ha due gambe principali: il traffico di droga e l’utilizzo di appalti, per lo più pubblici, per fare soldi e infiltrarsi nella pubblica amministrazione».

Il percorso “57 parole nuove” e il ruolo dei giovani

Il percorso «57 giorni, 57 parole buone, 57 storie», promosso dall’Agenzia Italiana per la Gioventù e la Fondazione Falcone e battezzato “Generazione 57”, trasforma parole, luoghi e storie in strumenti di bellezza, design sociale ed educazione civile. Il riferimento ai 57 giorni che separano la morte di Giovanni Falcone da quella di Paolo Borsellino è un omaggio simbolico e un invito a una memoria attiva.

La proposta di legge “Liberi di scegliere”

A Palermo, nello stesso giorno, si è tenuto il convegno «Liberi di scegliere», con la presentazione della proposta di legge bipartisan omonima nata dal lavoro di Colosimo e della Commissione Antimafia. Il testo, di cui è relatrice la segretaria di Presidenza della Camera Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Giustizia, approderà il 25 maggio in aula alla Camera.

L’obiettivo è interrompere la trasmissione familiare della cultura mafiosa, offrendo protezione, sostegno e un futuro diverso ai minori cresciuti in contesti criminali. «Il senso è dire ai più giovani e alle madri dei bambini che c’è un’alternativa – ha spiegato Colosimo – questa alternativa viene dallo Stato: non soltanto dandovi una possibilità, ma ve la dà anche con tutte le tutele che lo Stato prevede. Come, per esempio, nel caso dei testimoni di giustizia, quindi con il cambio d’identità che mette al sicuro da ritorsioni e permette di ricominciare un’altra vita davvero libera».

Fonte: La Sicilia e Giornale di Sicilia