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(ANSA) – “Io me le aspettavo le divisioni, le polemiche ma ho visto il ‘nido di vipere’ in diretta nella commissione parlamentare che presiedo, ho visto l’ennesimo tentativo di depistaggio, non solo io ma tutti quelli che hanno gli occhi per leggere”. Così la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo, intervenendo dal palco di ‘Parlate di mafia’, kermesse organizzata dai gruppi parlamentari di FdI nell’anniversario della strage di via D’Amelio.

“Qualcuno era così preoccupato che potessimo iniziare questo lavoro che ha iniziato a tramare ancora prima che io venissi eletta. Quando abbiamo iniziato le audizioni  non sapevamo cosa facessero a Caltanissetta, anzi neppure conoscevo il procuratore Salvatore De Luca. Non lo avevo mai visto in vita mia, non lo avevo nemmeno mai sentito nominare. L’ho incontrato un anno dopo a un evento per caso e lui non mi ha detto che cosa stava facendo. Entrambi stavamo leggendo le carte e avevamo deciso di partire dalla voce limpida dei figli del giudice“. Allo stesso modo “dicono che io sia il generale Mori in gonnella” ma “io ho visto Mori una sola volta nel mio ufficio, insieme a molte altre persone con una delegazione del Partito radicale, non pericolosi fascisti che cercavano di indirizzare il mio lavoro. Non ho mai parlato col generale Mori al telefono, non sono mai stata consigliata dal generale Mori, perché io a differenza di altri credo nella libertà dell’inchiesta che sto portando avanti”.