Lettera aperta sulle persone con disabilità e i loro diritti.

Anno domini 2022, mentre alcuni teorizzano le classi apartheid oltr’Alpe, gettando nel cestino anni di lotte sui diritti e sulla dignità, altri si stracciano le vesti per la chiusura della Locanda dei Girasoli, straordinaria avventura diventata simbolo di inclusione lavorativa, ma mai veramente sostenuta ed eretta a modello.

Tra questi due “casi” c’è il silenzioso ma numeroso mondo delle famiglie e delle persone con disabilità, un mondo che scandalizza quando una mamma in preda alla disperazione affoga suo figlio per un presunto autismo, ma che poi nessuno e sottolineo NESSUNO conosce e sostiene.

Ora però il silenzioso e numeroso mondo deve alzare la voce perchè ecco la storia attuale della Regione Lazio, dopo la geniale idea di gestire le assistenze domiciliari in esterno tramite cooperative e società e di farlo come se si andasse al supermercato acquistando pacchetti, arriva l’ennesimo lampo di genio: in piena quarta ondata, le strutture che erogano attività riabilitativa a persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale, e quindi anche gli ex. art. 26, non devono tenere conto nemmeno della malattia certificata dei loro utenti.

Non vai per più di un mese per visite e/o malattie? Perdi il progetto e perdi il posto.

No, non è uno scherzo e non è un’esagerazione.

La scrivente solleva la questione da ottobre, cioè da prima che questa follia entrasse in vigore, in ultimo dai primi di gennaio le famiglie hanno iniziato a ricevere le lettere delle varie strutture in cui si specifica:

il cambiamento di orari e organizzazione delle terapie, riduzione a 45 minuti delle sedute, vietato allontanarsi dalla struttura, ma soprattutto:

“Il progetto riabilitativo verrà chiuso nel caso di assenze prolungate, ripetute sia per motivi familiari (ferie/vacanze/altro) sia per malattia ANCHE con certificato medico!!!

In data 10 gennaio, volendo credere alla buona fede ho scritto al Direttore competente in materia, la sua risposta dimostra solo una cosa, le persone che hanno bisogno di queste terapie sono troppe e sono anche scomode, quindi non si torna indietro così è

Nel settore residenziale sono ammessi 10 gg per ricovero ospedaliero più 20 per motivazioni varie. Totale 30 gg in un anno, comprese le festività eh, poi sei fuori, non importa che tu sia già non in perfetta forma e che siamo in pandemia e nemmeno che magari per accedere al percorso riabilitativo hai atteso anni, tu sei fuori. Nel settore semiresidenziale, i giorni di assenza consentita scendono addirittura a 20.

Si arriva qui, dopo il DCA 101 di luglio 2020, la successiva DGR 979 di dicembre 2020 e la definitiva Determinazione n. G14730, non sono tecnicismi, li cito unicamente perchè si sappia che ancora una volta a parlare sono le carte queste ancora prima che quelle che in questi giorni sono state recapitate alla famiglie degli utenti di queste strutture. Me ne sono state girate a decine, il ritornello è sempre lo stesso. ” la struttura deve obbligatoriamente adeguarsi alle norme della Regione Lazio”.

Non importa che fino ad oggi anche le prestazioni non erogate siamo state comunque in parte retribuite, non serve a niente ricordare come ha scritto sui social una delle più seguite e corrette caregiver influencer ” Altro tempo tolto all’autonomia, ai diritti, alle possibilità di riscatto”, perchè alla fine non importa che tutto questo porterà allo sconforto altri genitori, lascerà indietro qualcuno tutto ciò servirà comunque, si servirà a far dire ad un altro Zemmour che tanto l’inclusione è fallita quindi tanto vale non investirci, dall’integrazione a tutti i costi all’esclusione per legge.

Anno domini 2022, mentre alcuni litigano sui diritti che la pandemia leva, altri semplicemente sembrano non avere diritti. Io non ci sto. 

CHIARA COLOSIMO (VICE PRESIDENTE COMMISSIONE COVID E MEMBRO COMMISSIONE SANITA’ REGIONE LAZIO)

Caro Sindaco, cari sindaci del quadrante, ma soprattutto cari abitanti di Magliano e dintorni, in questi anni abbiamo invano predicato il cambio di paradigma sui rifiuti, da scarto a risorsa.

Siamo sempre stati contrari al conferimento dei rifiuti in discarica e a maggior ragione se l’impianto si trova accanto ad un parco e a meno di un chilometro dal centro abitato e ad una scuola. Non è un caso, inoltre, che anche la Asl abbia rilasciato parere negativo.
Le nostre perplessità aumentano perché siamo a conoscenza del fatto che, nel corso degli ultimi sette anni, diversi soggetti hanno mostrato interesse nella gestione del sito, portando avanti con decisione il progetto di trasformazione di una discarica di inerti in impianto per rifiuti cosiddetti non pericolosi. Cosa che dimostra, laddove servisse, il rischio di veder prevaricare gli interessi economici di alcuni sulla salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio. Rischio che già all’epoca dei famosi emendamenti mi portarono
a non apporre la firma,oggi confermo che a questo possibile scenario ci opporremo con forza.

E’ intenzione del Gruppo consiliare Fratelli d’Italia mettere in campo ogni iniziativa, anche legislativa (approfittando della legge di Stabilità che è in discussione in questi giorni), per scongiurare l’autorizzazione della discarica nel comune di Magliano Romano che, in quanto nuovo impianto, non presenta i requisiti richiesti dal Piano Regionale di gestione dei rifiuti della Regione Lazio.

Cordiali Saluti
Roma 16 dicembre 2021

Il consigliere regionale

Chiara Colosimo

Presidente Zingaretti, per pietà, richiami i suoi consiglieri che continuano ad alimentare una polemica che andrebbe spenta, permettendosi addirittura di attaccare la Meloni per presunte fake news.
Ricordo che le ultime volte che avete gridato alle fake news non è finita benissimo tra mascherine ed Allumiere. Quindi, visto che evidentemente i suoi non sanno leggere le carte, le do un consiglio: dica la verità cioè che, a pag.27 dell’allegato A dell’articolo 3 della proposta di legge numero 311 c’è il taglio dei fondi per il premio dedicato a Willy Duarte.

Dica Ammettiamo, abbiamo fatto i tagli lineari sulle cose che non si sarebbero svolte nel 2021 (perché da agosto non avete fatto il bando), ma nel bilancio 2022 li rimetteremo. È facile, ci provi, dire la verità è un atto rivoluzionario…

Allegato A dell’articolo 3 della proposta di legge numero 311

copertina willy monterio duarte

La consigliera regionale di Fratelli d’Italia: «Michetti è l’uomo giusto per trovare le soluzioni. I voti a Calenda ? Anche di protesta. E non tutti i grillini vogliono l’accordo col Pd»

di Fulvio Fiano

Fonte Corriere della Sera 

Chiara Colosimo, 35 anni, consigliere regionale di FdI. Analizzato il voto, vi aspettavate di più?
«Siamo molto soddisfatti. È stata una campagna elettorale strana, condotta nei mesi estivi e in era Covid con molte luci e l’ombra di qualche dichiarazione fuori contesto, come sottolineato da Giorgia Meloni».

Rispetto al 2016 avete 60mila voti e 10 punti percentuali in più, però potrebbe non bastare…
«Noi siamo contenti di essere il primo partito della Capitale anche se non la prima lista. Chapeau a Calenda che ci ha battuti».

La campagna nelle periferie ha pagato? Dove troverete altri voti?
«Il nostro elettorato è in cerca di certezze, non di promesse. Non gli basta sentire che la città è sporca, vuole sapere come la puliremo. Continueremo a offrire soluzioni, che è il motivo per cui abbiamo scelto Michetti».

Anche ai sostenitori di Raggi, da voi sempre criticata, e di Calenda, che proviene dall’area Pd?
«Sappiamo che c’è un elettorato moderato che è andato su Calenda come semi-protesta, così come ci sono i grillini delusi dall’alleanza col Pd».

Michetti è pronto a collaborare sui rifiuti e altro con la Regione che voi tanto avete criticato. C’è margine per dialogare?
«La destra ha il senso delle istituzioni, che sono una cosa diversa da chi le governa e a cui non si fanno sconti. Per il bene della città certe interlocuzioni sono dovute, anche se ho dubbi, vista la controparte, che portino risultati. Tenendo presente, lo dico scherzando ma non troppo, che presto si voterà anche in Regione e magari avremo una doppia giunta di centrodestra».

Rachele Mussolini è la più votata. Siete un partito di nostalgici?
«Rachele è stata un’ottima consigliera comunale. L’analisi da fare, viste tante battaglie sul femminismo, è che ancora una volta nel partito della Meloni arriva prima una donna, che si è guadagnata la posizione lavorando bene con altri candidati. Quanto al nostalgismo, non mi appartiene: sono del 1986, per me il fascismo è un periodo storico».

A proposito di donne giovani, era la sua la candidatura vincente?
«Ringrazio chi ha pensato a me e ne sono onorata. In città mi associano a Giorgia Meloni ma Michetti è un ottimo candidato, capace di prendere voti di coalizione. Ed è in testa».

Lega e Forza Italia, scese al 5% non lo premiano…
«Non commento i dati altrui e sarebbe ingiusto dare a Michetti la responsabilità di questi risultati. La sua lista civica è andata molto bene, tutti possiamo dare di più.

Chi vince?
«Non faccio pronostici, i voti sono abituata a sudarli».

“Il presidente Zingaretti tenta di mettere disperatamente una toppa alle dichiarazioni di Gualtieri, ma la palese verità è che oggi il candidato del Partito Democratico al Campidoglio infligge un duro colpo alla Giunta ‘double face’ del presidente della Regione che pensava così di ergersi a modello nazionale.

Del resto era prevedibile: non puoi attaccare il M5S della Raggi e allo stesso tempo coccolare le amazzoni grilline che siedono nella tua giunta. Insomma, prendendo in prestito proprio il linguaggio dei grillini, potremmo dire che oggi Gualtieri ha mandato un bel ‘vaffa’ al modello Zingaretti”(Adnkronos)

“Arrivati alla terza seduta Trasparenza sull’argomento possiamo affermare che il Comune di Allumiere non ha inviato la graduatoria ai Comuni che avevano bisogno di personale ma solo uno specchietto con alcuni nomi. Abbiamo scoperto un altro lato di questo concorso”.

Così la presidente della commissione Trasparenza della Regione Lazio, Chiara Colosimo, al termine della riunione odierna dedicata ad approfondire le procedure concorsuali messe in atto dal Comune di Allumiere. In particolare oggi sono stati auditi il sindaco del Comune di Bracciano, Armando Tondinelli, quello di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo e il sindaco di Monterotondo, Riccardo Varone. Tutti hanno raccontato ai commissari regionali le procedure con le quali sono stati comunicati loro, dal Comune di Allumiere, i nominativi delle persone da assumere, risultate comunque idonee dal concorso.
“Nessun Comune ha ricevuto la graduatoria per intero ma solo questo specchietto– ha ribadito Colosimo dopo i racconti dei sindaci- che sia legittimo o meno non spetta a me dirlo ma ho qualche perplessità. Ricordo che il sindaco di Bracciano ha anche detto che secondo lui qualche nome è stato addirittura saltato.
Così se nella prima audizione abbiamo appreso del cosiddetto errore materiale sulla sufficienza, se nella seconda abbiamo avuto certezza che la lista degli idonei fosse passata da 20 a 107, oggi abbiamo ricostruito che Regione Lazio e i vari Comuni auditi non hanno ricevuto la graduatoria complessiva. Vedremo come procedere ma bisogna capire subito se l’elenco fornito ai vari Comuni fosse basato su un ordine preciso oppure no. Lo verificheremo con le carte”.
“Io so- ha commentato durante l’audizione, tra gli altri, il sindaco di Bracciano Tondinelli- che alcune persone della graduatoria non sono state chiamate”. (DIRE)

“Da questa mattina sto ricevendo decine di telefonate di genitori e docenti che sono rimasti stupiti, come noi del resto, nel leggere le linee guida sul gender emanate dal Servizio per l’Adeguamento tra identità fisica e identità psichica (Saifip) dell’Ospedale San Camillo Forlanini.

Un’iniziativa, approvata anche dal Miur, attraverso l’ufficio scolastico regionale e dalla Regione Lazio, che potrebbe ledere in maniera quasi irrimediabile il percorso di crescita di qualsiasi adolescente alle prese con problematiche di questo genere.

Senza considerare, poi, che in questo modo i genitori sono completamente esautorati dal proprio ruolo di responsabilità nei confronti dei figli. Chiediamo quindi al presidente Zingaretti i motivi per i quali non sono state coinvolte le famiglie e se è a conoscenza che in Svezia e in Inghilterra, un’iniziativa simile è già stata delegittimata e bocciata in quanto ritenute non idonea per bambini di età scolastica. Ci auguriamo che anche il Lazio, quindi, quanto prima ritiri queste linee guida abbandonando questo approccio puramente ideologico e apra un dibattito medico e scientifico”.

Oggi grazie a una libraia di Tor Bella Monaca che si rifiuta di mettere in vendita il libro di Giorgia Meloni, per altro non ancora uscito, veniamo a sapere che gli eroici atti di resistenza nel 2021 sono diventati ridicole censure di una donna nei confronti di un’altra donna.

Peccato però che l’autrice di questo grandissimo atto di resistenza non è soltanto una libraia in cerca di notorietà, ma una storica dirigente del Partito Democratico e addirittura aspirante candidata alla presidenza del Municipio.

Ai compagni, quindi, come Lorenzo Tosa, che già parlavano di gesti eroici consigliamo un umile mea culpa. Ci troviamo davanti, infatti, solo a una grande messinscena”. È quanto dichiarano il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo, e il capogruppo di FdI in VI
Municipio, Nicola Franco.

“Ci piacerebbe infine sapere cosa ne pensano gli esponenti locali del Pd, pronti a far la morale a tutti quando si parla della loro nuova icona Fedez, e zitti quando la censura, il rispetto delle idee altrui, e la libertà riguarda i propri avversari politici”, concludono.

Roma, 8 mag. (Adnkronos)

Colosimo: gli scandali alla regione Lazio dovrebbero portare alle dimissioni di Zingaretti. Se la commissione Trasparenza servirà per cacciare chi disonora il suo servizio, noi ci saremo.

Roma, 26 apr. (Adnkronos) – “Oggi siamo chiamati ad istituire la sacrosanta commissione trasparenza, in netto ritardo sulle vicende di attualità sulle quali mi auguro davvero le procure facciano chiarezza perché in entrambi i casi scandalo, mascherine e concorsi, c`è odore di codice penale”.

Così il consigliere regionale di Fratelli d`Italia Chiara Colosimo nel corso della seduta odierna alla Pisana, presieduta da Marco Vincenzi, che sta discutendo la proposta d`istituire una commissione permanente in materia di trasparenza.

“Solo la campagna vaccinale vi sta salvando da una slavina che con Concorsopoli ha finalmente innescato – attacca Colosimo – Ci dispiace, Fratelli d`Italia fa realmente opposizione e nell`ultimo anno ha messo insieme un fatto dopo l`altro, fatti che dovrebbe portare alle dimissioni del Presidente Zingaretti. D’altronde lui lo ha detto, quando si è dimesso, solo da Segretario, lo ha detto chiaro `mi vergogno del PD; si parla solo di poltrone`. Che dire? Ha forse sbagliato destinatario e si riferiva alla sua maggioranza in regione e al suo partito nel Lazio?

Una cosa possiamo dirla, senza paura di smentita, il Pd è chiuso nella sua Rocca, nello specifico a Rocca Santo Stefano! Eh si ogni riferimento è puramente voluto!” Il consigliere regionale ripercorre la vicenda mascherine, l`interrogazione presentata da Fdi sull`ipotesi “truffa”, poi passa al caso Concorsopoli: “si scoperchia un sistema, altri lo hanno chiamato così, ma è ormai evidente che lo sia. Un meccanismo rodato che ha il sapore amaro della corruzione“.

“Il grave è emerso da poco e io – evidenzia Colosimo – lo denuncio in questa aula, ancora una volta, il concorso di Allumiere è il tramandarsi di una `buona pratica`, un anno prima un altro sindaco, quello di Rocca Santo Stefano, casualmente anche lui chiamato nella segreteria dell`allora Presidente del Consiglio, che ora l`ha seguito nella vicepresidenza della Regione, bandiva un concorso per il suo piccolo comune, anche lì casualmente partecipavano eletti e dirigenti del Pd e parenti stretti di questi”.

Colosimo afferma di non voler fare “elenchi e liste di proscrizione” ma di volere soltanto “la dignità della politica quella che vi state e ci state negando”. Rivolgendosi poi ai grillini, domanda: “ma non lo sentite il tanfo del compromesso morale?”

“A noi – conclude -, non è servita una commissione per andare a fondo a tutto ciò, ma se servirà per cacciare chi disonora il suo servizio, noi ci saremo. Però, come ha detto sempre Zingaretti: `Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità` Dimettetevi!”

Prova da annullare, difendere trasparenza atti amministrativi. Questa volta non intendiamo abbassare la guardia: questa dei concorsi è la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Lo dice all’AdnKronos Chiara Colosimo, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia, in merito allo scandalo del concorso indetto dal Consiglio della Regione Lazio.

Colosimo è intervenuta nella puntata di ieri di Non è l’Arena, condotta da Massimo Giletti su La7. Il programma ieri ha denunciato le presunte irregolarità del concorso che ha visto vincere 107 candidati al posto dei 27 previsti e si tratterebbe di persone molto vicine ai politici.

Colosimo dichiara che, sottovoce, di questo concorso si parlava già da parecchio: “Il Consiglio della Regione Lazio non bandisce concorsi interni da molti anni – afferma – e per questo motivo c’erano molte aspettative tra i dipendenti che, già assunti a tempo determinato, aspettavano il concorso per ottenere l’indeterminato. Quando si è deciso di attingere alla graduatoria di un piccolo comune come Allumiere invece che fare un concorso, le aspettative sono crollate”.

Durante il programma, Giletti ha mostrato delle carte che contengono i nomi (oscurati nella trasmissione) dei politici coinvolti nello scandalo definito Concorsopoli. Colosimo, in merito a quei documenti, ha dichiarato che si tratta di nomi pesanti “molto vicini a tanti esponenti di diversi partiti, principalmente del Partito democratico”.
Un cambio invece avverrà ai vertici del Consiglio regionale che, dice la consigliera regionale Fdi, “è convocato oggi alle 14,30 per eleggere un nuovo presidente dopo le dimissioni di Mauro Buschini”.
“Sull’elezione del nuovo presidente del Consiglio regionale – aggiunge la consigliera Colosimo – non avalleremo nessuna proposta del Pd ma al momento della votazione usciremo dall’aula”*.

(segue) Alla luce di questo ennesimo scandalo, Colosimo afferma che non si deve più abbassare la guardia. “Da un anno a questa parte – aggiunge -, quando io il 7 aprile 2020 ho scoperchiato lo scandalo che i media hanno battezzato Mascherina gate, sono successe molte cose, dimissioni, arresti, e tutto è stato insabbiato. Questa volta si è superato il limite“.

“Il concorso – conclude – attualmente è in essere. I dipendenti hanno firmato a dicembre e ormai quello può essere solo annullato in autotutela”. E Fratelli d’Italia, come si legge anche sul profilo Twitter della stessa Colosimo, chiede proprio l’annullamento in autotutela del concorso in modo da “difendere la trasparenza di tutti gli atti amministrativi“.

Roma, 12 apr. (Adnkronos)

GUARDA IL VIDEO