Sulla vicenda mascherine il mistero continua. Zingaretti è impegnato ad accusare Fontana ma si dimentica della vicenda che riguarda la regione di cui è Presidente. Noi non ci arrendiamo e continuiamo a chiedere spiegazioni.

 

“Si tratta di una resa delle istituzioni: la giunta Zingaretti ha gettato la spugna davanti a una società di lampadine che ad oggi si è ben guardata di restituirli se non una minima parte. Nessuna procedura di somma urgenza può giustificare la non preliminare verifica della società e la successiva accettazione di una polizza assicurativa, risultata finta e con un titolare imputato in un processo di camorra. Voglio augurarmi che l’uscita di scena di Palamara, porti alla fine dei due pesi e delle due misure fin qui usate tra Regioni e governatori.”

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“La vicenda è ogni giorno più imbarazzante. Ora veniamo a sapere che la Eco Tech ha ricorso al Tar chiedendo i danni alla regione. Insomma entrambe si dichiarano parte lesa. A noi sembra di assistere ad un teatrino combinato dove gli attori in campo sanno benissimo che parte recitare. Cercano di prendere tempo sperando che i cittadini si dimentichino della vicenda.”

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Il presidente “zero” Zingaretti quasi perennemente assente si è arreso. Sulla vicenda mascherine ci è venuto a dire che prima era una bufala, poi che avevamo ragione e bisognava andare fino in fondo ma di fatto ha detto chiaramente solo una cosa: un’azienda può prendere quattordici milioni di euro pubblici e farli sparire. E per giunta continua nella parte difficile della vittima, nonostante i grossolani errori e le distrazioni.

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La richiesta presentata da Fratelli d’Italia, arrivata sulI’onda di Bibbiano, non è stata nemmeno discussa.

Da quasi un anno la Regione Lazio oppone il classico muro di gomma alla richiesta di una commissione d’inchiesta sul sistema degli affidi minorili. Il 7 agosto 2019, un mese dopo gli arresti per lo scandalo di Bibbiano, il consigliere regionale Chiara Colosimo, di Fratelli d’Italia, aveva presentato una proposta di legge per istituire una «commissione d’inchiesta sulle strutture di tipo familiare e a carattere comunitario che accolgono minori in Lazio». La proposta era stata firmata dai sei consiglieri di Fdi, da due rappresentanti di Lega e Forza Italia e anche da Roberta Lombardi del Movimento 5 stelle, che in Lazio sostiene la giunta del governatore Nicola Zingaretti. A tutt’oggi, però, la proposta non è mai stata presa in considerazione dalla Regione, tanto che non è stata nemmeno discussa: né in commissione, né in Aula.

Ora, però, la richiesta di rinvio a giudizio dei 24 indagati per i fatti di Bibbiano, appena depositata dalla Procura di Reggio Emilia, riaccende in tutta Italia la questione dei bambini ingiustamente strappati alle famiglie e riattizza la polemica sulle troppe patologie della giustizia minorile. Così, ovunque, ripartono iniziative politiche che per troppi mesi sono state silenziate, anche per colpa della pandemia. E in Lazio scoppia la polemica per la commissione d’inchiesta fantasma.

«Contro la nostra proposta», protesta il consigliere Colosimo, «è stato fatto di tutto, pur di evitare fosse messa all’ordine del giorno. Mi è stato opposto che non era il caso, che Io scandalo di Bibbiano era pura strumentalizzazione politica. Ho replicato: dimostriamo che non è così. Non c’è stato niente da fare. Di fronte alle resistenze, ho presentato molti solleciti perché almeno la proposta arrivasse in Aula, e fosse pubblicamente bocciata dalla maggioranza. Nemmeno questo è stato accettato».

Un vero muro di gomma, insomma, che dopo un anno comincia a giustificare i peggiori sospetti dell’opposizione di centrodestra: e cioè che il Lazio non voglia affrontare il tema perché la commissione d’inchiesta sugli affidi potrebbe diventare in qualche modo scomoda per la giunta Zingaretti. Come segretario del Partito democratico, del resto, Io stesso Nicola Zingaretti ha assunto posizioni durissime sullo scandalo di Bibbiano, minacciando querele a nome del Pd e difendendo a spada tratta il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, che ora rischia il rinvio a giudizio assieme agli altri 23 imputati. Per questo, il gruppo di Fratelli d’Italia pensa dì presentare una nuova richiesta per mettere in calendario la discussione sulla commissione d’inchiesta. «Almeno ci dovranno spiegare perché non la vogliono», aggiunge la Colosimo.

Il consigliere di Fdi denuncia anche di aver ricevuto, negli ultimi undici mesi, «oltre 20 segnalazioni di bambini portati via da casa in modo anomalo: un fatto che mi conferma la necessità di una verifica urgente e approfondita». Nel Lazio, in base a una «mappatura» che risale al 2017, le strutture d’accoglienza per minori sarebbero circa 340. Chiara Colosimo ne ha visitate molte, e non di tutte ha tratto un’impressione positiva: •In una casa famiglia una bimba mi si è attaccata al braccio, disperata, gridando “Portami via da qui!”. Ho avuto anche l’impressione che la magistratura minorile non abbia quel che si dice il polso della situazione». Non è una novità. Di un’altra struttura, che nel 2018 era finita in una brutta vicenda di abusi sessuali su una ragazzina, s’era scoperto che fino a pochi anni prima aveva avuto come vice responsabile un giudice onorario del Tribunale dei minori di Roma.

Fonte: laverità.info

 

Il Presidente Zingaretti riferisce sulla “vicenda mascherine

Spero sarete anche voi nostri ospiti in Consiglio regionale perché questo legame tra Roma e Fiume possa crescere sempre più forte”.

E’ l’invito che ho rivolto ai 170 studenti del liceo italiano di Fiume che hanno incontrato i loro coetanei delle scuole superiori del Lazio che stanno partecipando al viaggio del Ricordo del Consiglio regionale.
“Gli esuli sono la memoria che ha lanciato un seme ai ragazzi che sono qui. Le associazioni hanno fatto di questo seme un albero, nonostante sia stato ostacolato per tanti anni in Italia.
Voi siete parte di una storia, la pace passa per il riconoscimento degli errori del passato. Oggi e’ l’anniversario della rivolta di Budapest, da li’ e da qui dobbiamo ripartire. Cominciando da questa integrazione abbiamo il dovere fondamentale, proprio attraverso questo viaggio del Ricordo e con le vostre gambe, di fare della storia un unico grande volume dove le tragedie del ‘900 vengano condannate di pari passo. Lo dobbiamo agli italiani che sono dovuti fuggire, a quelli infoibati ma anche a tutti coloro che qui vivono in pace. Questo dimostra che l’Europa dei popoli può vincere le sfide di questi tempi”.

Per il consigliere della Lega alla Regione Lazio, Daniele Giannini “questo viaggio e’ stato un momento profondo e ha toccato le corde emozionali di tutti noi consiglieri oltre che degli studenti. La pace e’ bella quando esistono culture diverse che si confrontano e si mescolano ma mantenendo le proprie radici ed identità. Per il futuro bisogna evitare che l’omologazione comporti la perdita di queste radici”.

Un incontro con le scuole del Lazio per rompere il silenzio su pedofilia e pedopornografia, in sala testimonianze crude che hanno ammutolito la stanza.

Si e’ svolto oggi nella sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, il convegno contro la pedofilia e la pedopornografia: Giù le mani dall’innocenza. L’obiettivo era uno: rompere il silenzio che regna intorno questa piaga sociale.
L’appuntamento è stato organizzato dal consigliere Chiara Colosimo in collaborazione con il garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione, Jacopo Marzetti, e con l’aiuto di Fabrizio Cicchini, Presidente dell’Associazione Chiara e Francesco Onlus.

L’incontro ha visto la partecipazione del Liceo scientifico classico Democrito di Roma e dell’Istituto d’istruzione superiore Largo Brodolini di Pomezia. Ed è stato inoltre accompagnato dalla testimonianza di Barbara Micalizzi, mamma di un bimbo abusato a scuola, dall’intervento della professoressa Mariapia Villa, dirigente del U.O.C. pediatria Sant’Andrea e dall’apporto della dottoressa Vera Cuzzocrea, psicologa giuridica e psicoterapeuta.

Hanno preso infine la parola l’avvocato Eugenio Pini, presidente dell’Associazione legalita’ e sicurezza e docente di Scienze delle investigazioni e Francesco Figliomeni, consigliere comunale e responsabile delle politiche sociali di Fratelli d’Italia

Durante l’incontro sono emerse testimonianze crude che hanno ammutolito ed emozionato l’intera sala che è rimasta in “religioso silenzio” fino alla conclusione del convegno.

Il primo intervento della giornata e’ stato del garante per l’infanzia Jacopo Marzetti che ha sottolineato:
“La necessita’ e’ di moltiplicare il più’ possibile le forme e i momenti di comunicazione su pedofilia e pedo-pornografia, affinché genitori e ragazzi acquisiscano le competenze per prevenire violenze e molestie e per individuare referenti che diano sostegno psicologico e legale alle vittime di abusi. Sia nella attività di prevenzione che per una prima segnalazione, e’ fondamentale la disponibilità’ all’ascolto della famiglia, ma e’ molto importante che ci siano nelle scuole sportelli di orientamento con psicologi. Genitori e insegnanti devono fare squadra per allontanare questa terribile minaccia e per far emergere eventuali violenze subite”. Rivolgendosi ai tanti ragazzi presenti, Marzetti li ha messi in guardia sulle insidie di Internet: “Il web non va demonizzato certo, ma dovete imparare a farne uso corretto. Gli adulti possono avere difficoltà’ a comprendere il mondo dei Social, parlatene con loro, aiutatevi tra voi, difendete chi e’ vittima di bullismo, fate attenzione ai compagni più’ sensibili, rispettateli e sappiate riconoscere in quella apparente debolezza, i segni di una condizione di sofferenza psicofisica. La rete e’ un facilitatore del bullismo, appena percepite il pericolo, per voi o per un compagno, chiedete aiuto, fatevi sentire”.

Presente al convegno anche Francesco Figliomeni, consigliere comunale di Roma e responsabile Politiche Sociali di Fratelli d’Italia, promotore di una mozione in Assemblea Capitolina per la creazione di una rete tra istituzioni comunali e regionali che favorisca un’azione coordinata ed incisiva per riuscire ad intervenire preventivamente, ma anche per supportare vittime e famiglie, una struttura che riceva finanziamenti e risorse umane tali da costituire unita’ operative per facilitare la denuncia degli abusi e l’aggiornamento dei dati su questo tipo di reato.
Purtroppo, ha sottolineato Figliomeni: “In Italia si registra la tendenza delle famiglie a non denunciare, perché’ la maggior parte delle molestie e violenze, avvengono tra le mura domestiche”.

I ragazzi hanno avuto la possibilità di ascoltare anche un punto di vista giuridico, grazie al contributo dell’avvocato Eugenio Pini (presidente Associazione legalità’ e sicurezza, penalista e docente di scienze investigative).I ragazzi non sanno che alcuni comportamenti sconfinano nel reato, qualsiasi contatto corporeo anche estemporaneo tra soggetto attivo e passivo, e’ considerato reato. Dal 1996 la violenza sessuale di minori contro minori e’ considerata un reato contro la persona e non più’ contro la libertà’ sessuale dell’individuo. Anche i minorenni possono incorrere nel reato di pedofilia se per esempio la vittima ha meno di 13 anni e chi abusa meno di 18. In termini giuridici molto e’ stato fatto, ma c’e’ ancora da lavorare, basti pensare che il reato di cyberbullismo e’ stato normato, ma non il bullismo che ancora oggi resta un termine giuridicamente vuoto”.

In rappresentanza dell’Ordine degli Psicologi ha partecipato la dottoressa Vera Cuzzocrea (psicologa giuridica, psicoterapeuta), che riallacciandosi all’intervento della avvocato Pini ha sottolineato. “L’importanza di insegnare ai ragazzi quand’è’ che lo scherzo diventa danno fisico e morale.
Bisogna far capire ai più’ giovani che devono sempre valutare il livello di reciprocità’ nel relazionarsi tra loro. Ma per queste e altre attività formative serve personale specializzato e si devono per aggiornare docenti e operatori sanitari, fornire alla Scuola e alle famiglie gli strumenti per proteggere i ragazzi. In questa direzione e’ andata la Regione Lazio che ha accolto la proposta dell’Ordine degli Psicologi e della Procura Nazionale, di istituire un fondo per sostenere su tutto il territorio del Lazio, progetti di sostegno per le vittime di abusi sessuali, programmi di prevenzione mirati ad intercettare segnali d’allarme di qualsiasi tipo, da attuare attraverso la costituzione di una rete delle istituzioni“.

Il convegno si è concluso con il saluto del consigliere Chiara Colosimo:

“Un ringraziamento particolare voglio farlo a tutte le insegnanti e gli insegnanti che hanno portato i ragazzi all’interno dell’Istituzione regionale a parlare di un tema cosi’ delicato e scottante come questo. Sono stata molto felice di vedere assessori di tutta la provincia partecipare, a dimostrazione che c’e’ una prima fila di buona politica e buona amministrazione pronta a combattere per difendere l’innocenza”.

Qui gli interventi della giornata

Colosimo e De Priamo: Vigileremo costantemente su bandi, concorsi, affidamenti, su procedure burocratiche e sullo svolgimento dei lavori, sulla certezza dei tempi e sulla trasparenza degli appalti relativi al rilancio dell’Ospedale Cto.

Il progetto dovrebbe essere attuato nei prossimi due anni, come dichiarato oggi in Commissione Sanità dal direttore generale Asl Rm 2, Flori De Grassi e dal direttore sanitario del Cto – S.Eugenio, dottor Ermete Gallo, convocati su richiesta di Fdi insieme al presidente dell’VIII
Municipio Ciaccheri e ai consiglieri municipali Foglio e Buonincontro, accompagnati dal portavoce VIII Municipio Colangelo.

“Pur accogliendo con ottimismo i programmi annunciati dai dirigenti, riteniamo impossibile che si possa realizzare in soli due anni, come comunicato dalla dottoressa De Grassi.

In ogni caso, non abdicheremo al nostro ruolo di sentinelle a tutela delle buone pratiche e degli interessi della cittadinanza, dei medici, e degli operatori sanitari.
Comunichiamo ai vertici del nosocomio della Garbatella e della Azienda Sanitaria territoriale che controlleremo passo per passo l’evolversi del loro piano per riportare in tempi brevi il polo ortopedico – traumatologico ai livelli d’eccellenza e di operatività detenuti in passato.

Vedremo se riusciranno nell’impresa di far bastare le risorse economiche, garantire tempi contenuti e qualità dei lavori, necessari per aprire nuovi poliambulatori, costituire una Casa della Salute nell’Istituto S. Michele, acquisire nuove sedi da dedicare ad altri ambulatori, come annunciato oggi”.

Chiara Colosimo (Fdi), consigliere regionale del Lazio, e Andrea de Priamo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio.

Colosimo – De Priamo: chiediamo un’audizione urgente per il declassamento dell’Ospedale CTO di Roma.

“Quale sara’ il destino dell’Ospedale CTO?
Certo Fratelli d’Italia non tollerera’ che sia oggetto di riconversione o di progressiva chiusura, come accaduto a tanti altri ospedali del Lazio durante questa infinita e scellerata gestione commissariale di Zingaretti&Co, fatta solo di reparti svuotati, riduzione posti letto, zero assunzioni, zero innovazione tecnologica.

Il nosocomio della Garbatella e’ il principale polo ortopedico del Lazio, da settant’anni eccellenza sanitaria nazionale pubblica e non solo. Vogliamo sostenere il personale medico, che lotta da anni per garantire la migliore qualita’ possibile delle cure, supplendo con dedizione e professionalita’ alle carenze logistiche determinate da questa miope ed indiscriminata politica di sola austerity, praticata dalla giunta Zingaretti, che non risparmia il merito e l’efficienza, peraltro senza riuscire ancora a rientrare dal debito.

Riteniamo si debbano convogliare tutte le competenze e le potenzialita’ politiche, amministrative e professionali, per evitare che anche il CTO sia falcidiato dal Piano di Riprogrammazione della Rete Ospedaliera 2017-2018, sancito dal Decreto del Commissario ad Acta (5 luglio 2017/U00257).

Pertanto chiediamo all’Assessore alla Sanita’ D’Amato l’audizione urgente del Direttore sanitario CTO – S.Eugenio dottor Ermete Gallo, del direttore generale Asl Rm 2 dottoressa Flori De Grassi, del presidente dell’VIII Municipio Ciaccheri. Data la rilevanza sociale di temi come la funzionalita’ di un polo sanitario specialistico d’eccellenza e la salvaguardia di molti posti di lavoro, auspichiamo che la nostra richiesta sia appoggiata dal vice presidente del Consiglio Regionale Smeriglio e dalla consigliera Bonafoni, membro della Commissione Sanita'”.

 

Ambiente: Colosimo, Ghera, Righini (Fratelli d’Italia) risorse per Valle del Sacco, bonificare subito.

Oggi nel corso del Consiglio Regionale straordinario sull’emergenza ambientale della Valle del Sacco, abbiamo ribadito l’urgenza di un’azione determinata, efficace e definitiva da parte della Regione a tutela della salute pubblica e per il ripristino della sicurezza ambientale in quel territorio, che da quasi vent’anni registra livelli di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del terreno, insostenibili per la salute umana.

In merito Fratelli d’Italia ha presentato un ODG (approvato dal Consiglio tranne che per lo stato di calamità in cui si chiede l’istituzione di un Tavolo che ratifichi entro 180 giorni, con provvedimento del Consiglio Regionale, un Piano Straordinario per la Bonifica della Valle del Sacco.

Nel piano devono essere indicati: cronoprogramma, tipologia di interventi e localizzazioni, modalità, costi, risorse finanziarie e tempi di realizzazione, in costante rapporto con i Comuni interessati ai fini della condivisione delle scelte strategiche.

La nostra proposta prevede anche l’attivazione entro 90 giorni, di un Piano straordinario di Assistenza Sanitaria i che incrementi i servizi sanitari nel territorio (Ospedali di Anagni e Colleferro), Casa della Salute di Ceccano. Il monitoraggio dell’attuazione del Piano sarà documentato con report semestrali alla Commissione Consiliare Ambiente”.

Il San Giacomo va riaperto come ospedale, oggi insieme a Fabrizio Ghera ho presentato un’interrogazione.

“Lunghe attese per ricoveri ed esami clinici, sovraffollamento dei ps, strutture da rinnovare e le notizie che giungono quotidianamente dai nosocomi della Capitale fanno capire come sia indispensabile la riapertura del S.Giacomo come ospedale”.

Oggi abbiamo presentato sull’argomento una interrogazione a cui ha risposto l’assessore al Patrimonio Alessandra Sartore. “Noi Siamo contrari al cambio di destinazione d’uso perché un quadrante cittadino come il centro storico non può essere lasciato senza presidio ospedaliero. Le esigenze alle quali risponde la riapertura del S.Giacomo non possono essere accantonate con la motivazione dei tagli alla spesa sanitaria, non condividiamo la scelta di vendere a privati un immobile di grande valore storico e strutturale, che nel lascito fu destinato a uso pubblico.

Se ne discute da anni ma non c’è alcuna certezza su cosa diventerà una volta in possesso dei nuovi proprietari, nessuna garanzia che resti sede di servizi sanitari”.

“Si era parlato di un albergo, oggi viene fuori l’idea di una Casa per Anziani, ma si resta sempre nel campo delle ipotesi. Quanto poi al valore attribuito a questo edifico storico crediamo che le cifre indicate dalla Giunta Regionale, una volta 65 milioni, un’altra 100 milioni, configurino una vera e propria svendita. Pertanto chiediamo l’apertura di un tavolo inter-istituzionale con il coinvolgimento del ministero della Salute, dell’Asl competente, della Regione e del Comune di Roma”.