“Il presidente Zingaretti tenta di mettere disperatamente una toppa alle dichiarazioni di Gualtieri, ma la palese verità è che oggi il candidato del Partito Democratico al Campidoglio infligge un duro colpo alla Giunta ‘double face’ del presidente della Regione che pensava così di ergersi a modello nazionale.

Del resto era prevedibile: non puoi attaccare il M5S della Raggi e allo stesso tempo coccolare le amazzoni grilline che siedono nella tua giunta. Insomma, prendendo in prestito proprio il linguaggio dei grillini, potremmo dire che oggi Gualtieri ha mandato un bel ‘vaffa’ al modello Zingaretti”(Adnkronos)

“Arrivati alla terza seduta Trasparenza sull’argomento possiamo affermare che il Comune di Allumiere non ha inviato la graduatoria ai Comuni che avevano bisogno di personale ma solo uno specchietto con alcuni nomi. Abbiamo scoperto un altro lato di questo concorso”.

Così la presidente della commissione Trasparenza della Regione Lazio, Chiara Colosimo, al termine della riunione odierna dedicata ad approfondire le procedure concorsuali messe in atto dal Comune di Allumiere. In particolare oggi sono stati auditi il sindaco del Comune di Bracciano, Armando Tondinelli, quello di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo e il sindaco di Monterotondo, Riccardo Varone. Tutti hanno raccontato ai commissari regionali le procedure con le quali sono stati comunicati loro, dal Comune di Allumiere, i nominativi delle persone da assumere, risultate comunque idonee dal concorso.
“Nessun Comune ha ricevuto la graduatoria per intero ma solo questo specchietto– ha ribadito Colosimo dopo i racconti dei sindaci- che sia legittimo o meno non spetta a me dirlo ma ho qualche perplessità. Ricordo che il sindaco di Bracciano ha anche detto che secondo lui qualche nome è stato addirittura saltato.
Così se nella prima audizione abbiamo appreso del cosiddetto errore materiale sulla sufficienza, se nella seconda abbiamo avuto certezza che la lista degli idonei fosse passata da 20 a 107, oggi abbiamo ricostruito che Regione Lazio e i vari Comuni auditi non hanno ricevuto la graduatoria complessiva. Vedremo come procedere ma bisogna capire subito se l’elenco fornito ai vari Comuni fosse basato su un ordine preciso oppure no. Lo verificheremo con le carte”.
“Io so- ha commentato durante l’audizione, tra gli altri, il sindaco di Bracciano Tondinelli- che alcune persone della graduatoria non sono state chiamate”. (DIRE)

“Da questa mattina sto ricevendo decine di telefonate di genitori e docenti che sono rimasti stupiti, come noi del resto, nel leggere le linee guida sul gender emanate dal Servizio per l’Adeguamento tra identità fisica e identità psichica (Saifip) dell’Ospedale San Camillo Forlanini.

Un’iniziativa, approvata anche dal Miur, attraverso l’ufficio scolastico regionale e dalla Regione Lazio, che potrebbe ledere in maniera quasi irrimediabile il percorso di crescita di qualsiasi adolescente alle prese con problematiche di questo genere.

Senza considerare, poi, che in questo modo i genitori sono completamente esautorati dal proprio ruolo di responsabilità nei confronti dei figli. Chiediamo quindi al presidente Zingaretti i motivi per i quali non sono state coinvolte le famiglie e se è a conoscenza che in Svezia e in Inghilterra, un’iniziativa simile è già stata delegittimata e bocciata in quanto ritenute non idonea per bambini di età scolastica. Ci auguriamo che anche il Lazio, quindi, quanto prima ritiri queste linee guida abbandonando questo approccio puramente ideologico e apra un dibattito medico e scientifico”.

Oggi grazie a una libraia di Tor Bella Monaca che si rifiuta di mettere in vendita il libro di Giorgia Meloni, per altro non ancora uscito, veniamo a sapere che gli eroici atti di resistenza nel 2021 sono diventati ridicole censure di una donna nei confronti di un’altra donna.

Peccato però che l’autrice di questo grandissimo atto di resistenza non è soltanto una libraia in cerca di notorietà, ma una storica dirigente del Partito Democratico e addirittura aspirante candidata alla presidenza del Municipio.

Ai compagni, quindi, come Lorenzo Tosa, che già parlavano di gesti eroici consigliamo un umile mea culpa. Ci troviamo davanti, infatti, solo a una grande messinscena”. È quanto dichiarano il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo, e il capogruppo di FdI in VI
Municipio, Nicola Franco.

“Ci piacerebbe infine sapere cosa ne pensano gli esponenti locali del Pd, pronti a far la morale a tutti quando si parla della loro nuova icona Fedez, e zitti quando la censura, il rispetto delle idee altrui, e la libertà riguarda i propri avversari politici”, concludono.

Roma, 8 mag. (Adnkronos)

Colosimo: gli scandali alla regione Lazio dovrebbero portare alle dimissioni di Zingaretti. Se la commissione Trasparenza servirà per cacciare chi disonora il suo servizio, noi ci saremo.

Roma, 26 apr. (Adnkronos) – “Oggi siamo chiamati ad istituire la sacrosanta commissione trasparenza, in netto ritardo sulle vicende di attualità sulle quali mi auguro davvero le procure facciano chiarezza perché in entrambi i casi scandalo, mascherine e concorsi, c`è odore di codice penale”.

Così il consigliere regionale di Fratelli d`Italia Chiara Colosimo nel corso della seduta odierna alla Pisana, presieduta da Marco Vincenzi, che sta discutendo la proposta d`istituire una commissione permanente in materia di trasparenza.

“Solo la campagna vaccinale vi sta salvando da una slavina che con Concorsopoli ha finalmente innescato – attacca Colosimo – Ci dispiace, Fratelli d`Italia fa realmente opposizione e nell`ultimo anno ha messo insieme un fatto dopo l`altro, fatti che dovrebbe portare alle dimissioni del Presidente Zingaretti. D’altronde lui lo ha detto, quando si è dimesso, solo da Segretario, lo ha detto chiaro `mi vergogno del PD; si parla solo di poltrone`. Che dire? Ha forse sbagliato destinatario e si riferiva alla sua maggioranza in regione e al suo partito nel Lazio?

Una cosa possiamo dirla, senza paura di smentita, il Pd è chiuso nella sua Rocca, nello specifico a Rocca Santo Stefano! Eh si ogni riferimento è puramente voluto!” Il consigliere regionale ripercorre la vicenda mascherine, l`interrogazione presentata da Fdi sull`ipotesi “truffa”, poi passa al caso Concorsopoli: “si scoperchia un sistema, altri lo hanno chiamato così, ma è ormai evidente che lo sia. Un meccanismo rodato che ha il sapore amaro della corruzione“.

“Il grave è emerso da poco e io – evidenzia Colosimo – lo denuncio in questa aula, ancora una volta, il concorso di Allumiere è il tramandarsi di una `buona pratica`, un anno prima un altro sindaco, quello di Rocca Santo Stefano, casualmente anche lui chiamato nella segreteria dell`allora Presidente del Consiglio, che ora l`ha seguito nella vicepresidenza della Regione, bandiva un concorso per il suo piccolo comune, anche lì casualmente partecipavano eletti e dirigenti del Pd e parenti stretti di questi”.

Colosimo afferma di non voler fare “elenchi e liste di proscrizione” ma di volere soltanto “la dignità della politica quella che vi state e ci state negando”. Rivolgendosi poi ai grillini, domanda: “ma non lo sentite il tanfo del compromesso morale?”

“A noi – conclude -, non è servita una commissione per andare a fondo a tutto ciò, ma se servirà per cacciare chi disonora il suo servizio, noi ci saremo. Però, come ha detto sempre Zingaretti: `Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità` Dimettetevi!”

Prova da annullare, difendere trasparenza atti amministrativi. Questa volta non intendiamo abbassare la guardia: questa dei concorsi è la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Lo dice all’AdnKronos Chiara Colosimo, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia, in merito allo scandalo del concorso indetto dal Consiglio della Regione Lazio.

Colosimo è intervenuta nella puntata di ieri di Non è l’Arena, condotta da Massimo Giletti su La7. Il programma ieri ha denunciato le presunte irregolarità del concorso che ha visto vincere 107 candidati al posto dei 27 previsti e si tratterebbe di persone molto vicine ai politici.

Colosimo dichiara che, sottovoce, di questo concorso si parlava già da parecchio: “Il Consiglio della Regione Lazio non bandisce concorsi interni da molti anni – afferma – e per questo motivo c’erano molte aspettative tra i dipendenti che, già assunti a tempo determinato, aspettavano il concorso per ottenere l’indeterminato. Quando si è deciso di attingere alla graduatoria di un piccolo comune come Allumiere invece che fare un concorso, le aspettative sono crollate”.

Durante il programma, Giletti ha mostrato delle carte che contengono i nomi (oscurati nella trasmissione) dei politici coinvolti nello scandalo definito Concorsopoli. Colosimo, in merito a quei documenti, ha dichiarato che si tratta di nomi pesanti “molto vicini a tanti esponenti di diversi partiti, principalmente del Partito democratico”.
Un cambio invece avverrà ai vertici del Consiglio regionale che, dice la consigliera regionale Fdi, “è convocato oggi alle 14,30 per eleggere un nuovo presidente dopo le dimissioni di Mauro Buschini”.
“Sull’elezione del nuovo presidente del Consiglio regionale – aggiunge la consigliera Colosimo – non avalleremo nessuna proposta del Pd ma al momento della votazione usciremo dall’aula”*.

(segue) Alla luce di questo ennesimo scandalo, Colosimo afferma che non si deve più abbassare la guardia. “Da un anno a questa parte – aggiunge -, quando io il 7 aprile 2020 ho scoperchiato lo scandalo che i media hanno battezzato Mascherina gate, sono successe molte cose, dimissioni, arresti, e tutto è stato insabbiato. Questa volta si è superato il limite“.

“Il concorso – conclude – attualmente è in essere. I dipendenti hanno firmato a dicembre e ormai quello può essere solo annullato in autotutela”. E Fratelli d’Italia, come si legge anche sul profilo Twitter della stessa Colosimo, chiede proprio l’annullamento in autotutela del concorso in modo da “difendere la trasparenza di tutti gli atti amministrativi“.

Roma, 12 apr. (Adnkronos)

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Il tre dicembre 1992 con la risoluzione n. 47/3 dell’assemblea Generale delle Nazioni Unite è stata istituita la “Giornata internazionale delle persone con disabilità”.

Da allora si è andati avanti con tante battaglie per ribadire la tutela dei diritti imprescindibili che spettano alle persone con disabilità, perché se proprio questo termine va usato va usato con la preposizione semplice davanti. Anche se confesso che io continuo e voglio continuare ad usare il termine fragili, perché sono persone che, esattamente come le cose, nella fragilità celano il prezioso.

Mi vengono in mente 101 protagonisti di queste lotte, hanno tutti il volto stanco di una madre o il dolore nascosto di un padre che hanno combattuto e combattono per meglio far conoscere i temi della disabilità che spaziano dalle carenze sanitarie, al minore e più complicato accesso all’istruzione, alle difficoltà dei trasporti, al più alto rischio di essere vittime di violenza, alle discriminazioni e alla mancanza di sostegno per le persone che se ne prendono cura.

Ma da allora, ed io credo molto prima, in tanti tra di noi si sono legati alla straordinaria forza della vita che emanano certe storie, storie che hanno l’impertinente lingua di fuori di un bimbo con sindrome di down, la danza leggera di una giovane donna che usa la lingua dei segni, gli occhi che parlano di chi altri modi per comunicare non può usarne.. per quante lacrime abbiano accompagnato queste storie io ricordo prima di tutto i sorrisi e l’amore più assoluto di chi pretende il diritto alla vita, una vita normale.

La pandemia che ci ha aggrediti ci ha reso tutti più fragili, ma maggiormente i “fragili tra i fragili”: figli che non hanno potuto rendere un ultimo saluto ai propri genitori, genitori che hanno lasciato i loro figli in strutture senza vederli per giorni e anziani lasciati soli all’interno di case di cura.

Proprio l’isolamento sociale degli anziani e la segregazione dei più fragili e purtroppo la depressione che ne consegue sia a livello psicologico che fisico, ha fatto sì che molti nonnini si siano semplicemente lasciati andare, addormentandosi per sempre, per non soffrire più di solitudine e che molti ragazzi fragili siano semplicemente regrediti, dimenticandosi dei loro progressi per l’assenza del quotidiano e dei loro cari.

E proprio questo dolore, immenso, dilagato in tutto il mondo, ha fatto nascere un’idea che arriva dagli operatori della Domenico Sartor, una Rsa di Castelfranco Veneto, nel Trevigiano.

La “stanza degli abbracci”, una tenda gonfiabile con una parete di plastica rigida al centro sulla quale si innesta un velo morbido dotato di maniche per l’inserimento delle braccia che permette, se pur in modo asettico, abbracci in sicurezza degli ospiti anziani da parte dei loro cari. Una stanza dove vincere lo stato di solitudine e la paura che si legge guardandoli negli occhi.

Una direttiva del Ministero della Salute ha pubblicato delle disposizioni per l’accesso dei visitatori residenziali socioassistenziali, sociosanitarie e hospice e indicazioni per i nuovi ingressi nell’evenienza di assistiti positivi nella struttura prevedendo, con adeguati protocolli e dispositivi da indossare, l’uso di queste stanze.

In tutta Italia si stanno moltiplicando questi spazi dedicati all’incontro con gli anziani, che si incontrano certo tra pareti di plastica, ma pareti che ci permetteranno di riabbracciare e baciare i nostri cari.

La giornata internazionale delle persone con disabilità ogni anno ci ricorda che lo scopo principale è quello di sostenere la loro piena inclusione in ogni ambito.

Ma quest’anno mi “obbliga” a trasformarla in un appello accorato a tutte le istituzioni, in primis a quella in cui siedo e quindi alla Regione Lazio ed al suo assessore alla sanità: Per Natale prima i fragili.

Gli unici ad aver diritto ad uno strappo alla regola in piena sicurezza sono i nostri anziani ed i nostri ragazzi nelle strutture riabilitative e residenziali. Subito un protocollo per permettere in sicurezza un incontro o un ritorno a casa per qualche giorno per queste feste.

La giornata dedicata alle persone con disabilità non poteva trovare quest’anno sponsor migliore: una stanza delle “emozioni senza confini”, una stanza che possa far ricordare quanto sia importante il calore dei corpi, il sentirsi vicini uni agli altri, quanto si è dato per scontato un bacio o una carezza, un aiuto, una parola di conforto.

E non mi dimentico e non mi posso dimenticare dei loro caregiver, in Special modo coloro i quali in questi mesi si sono dovuti assumere un triplo ruolo: familiare, caregiver ed infermiere o oss. Per loro rinnovo l’appello, già fatto, solo garantendo la continuità dell’assistenza domiciliare si garantisce serenità ai gravi e gravissimi e alle loro innamorate e strette famiglie.

Si, mi auguro che si possa presto tornare a riabbracciarci per davvero e presto.

Perché nonostante il disegno triste reso ancora più cupo dal Covid c’è la forza che splende in queste storie. Una forza vera, che ti fa uscire dall’incubatrice quando ti davano spacciato, che ti rimanda a casa dopo 5 mesi di ospedale, che ti tiene in quella neuro biodiversità chiamata autismo, che ti fa stare in piedi con strani supporti, che ti permette di respirare in altri modi, di mangiare con nuove macchine, che ti fa correre su una carrozzina verso il canestro.

“Tutti abbiamo delle disabilità solo che alcune sono piò visibili di altre, tutti abbiamo delle sfide, tutti abbiamo degli ostacoli”
(Amy Purdy dal web)

Sulla vicenda mascherine il mistero continua. Zingaretti è impegnato ad accusare Fontana ma si dimentica della vicenda che riguarda la regione di cui è Presidente. Noi non ci arrendiamo e continuiamo a chiedere spiegazioni.

 

“Si tratta di una resa delle istituzioni: la giunta Zingaretti ha gettato la spugna davanti a una società di lampadine che ad oggi si è ben guardata di restituirli se non una minima parte. Nessuna procedura di somma urgenza può giustificare la non preliminare verifica della società e la successiva accettazione di una polizza assicurativa, risultata finta e con un titolare imputato in un processo di camorra. Voglio augurarmi che l’uscita di scena di Palamara, porti alla fine dei due pesi e delle due misure fin qui usate tra Regioni e governatori.”

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“La vicenda è ogni giorno più imbarazzante. Ora veniamo a sapere che la Eco Tech ha ricorso al Tar chiedendo i danni alla regione. Insomma entrambe si dichiarano parte lesa. A noi sembra di assistere ad un teatrino combinato dove gli attori in campo sanno benissimo che parte recitare. Cercano di prendere tempo sperando che i cittadini si dimentichino della vicenda.”

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Il presidente “zero” Zingaretti quasi perennemente assente si è arreso. Sulla vicenda mascherine ci è venuto a dire che prima era una bufala, poi che avevamo ragione e bisognava andare fino in fondo ma di fatto ha detto chiaramente solo una cosa: un’azienda può prendere quattordici milioni di euro pubblici e farli sparire. E per giunta continua nella parte difficile della vittima, nonostante i grossolani errori e le distrazioni.

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La richiesta presentata da Fratelli d’Italia, arrivata sulI’onda di Bibbiano, non è stata nemmeno discussa.

Da quasi un anno la Regione Lazio oppone il classico muro di gomma alla richiesta di una commissione d’inchiesta sul sistema degli affidi minorili. Il 7 agosto 2019, un mese dopo gli arresti per lo scandalo di Bibbiano, il consigliere regionale Chiara Colosimo, di Fratelli d’Italia, aveva presentato una proposta di legge per istituire una «commissione d’inchiesta sulle strutture di tipo familiare e a carattere comunitario che accolgono minori in Lazio». La proposta era stata firmata dai sei consiglieri di Fdi, da due rappresentanti di Lega e Forza Italia e anche da Roberta Lombardi del Movimento 5 stelle, che in Lazio sostiene la giunta del governatore Nicola Zingaretti. A tutt’oggi, però, la proposta non è mai stata presa in considerazione dalla Regione, tanto che non è stata nemmeno discussa: né in commissione, né in Aula.

Ora, però, la richiesta di rinvio a giudizio dei 24 indagati per i fatti di Bibbiano, appena depositata dalla Procura di Reggio Emilia, riaccende in tutta Italia la questione dei bambini ingiustamente strappati alle famiglie e riattizza la polemica sulle troppe patologie della giustizia minorile. Così, ovunque, ripartono iniziative politiche che per troppi mesi sono state silenziate, anche per colpa della pandemia. E in Lazio scoppia la polemica per la commissione d’inchiesta fantasma.

«Contro la nostra proposta», protesta il consigliere Colosimo, «è stato fatto di tutto, pur di evitare fosse messa all’ordine del giorno. Mi è stato opposto che non era il caso, che Io scandalo di Bibbiano era pura strumentalizzazione politica. Ho replicato: dimostriamo che non è così. Non c’è stato niente da fare. Di fronte alle resistenze, ho presentato molti solleciti perché almeno la proposta arrivasse in Aula, e fosse pubblicamente bocciata dalla maggioranza. Nemmeno questo è stato accettato».

Un vero muro di gomma, insomma, che dopo un anno comincia a giustificare i peggiori sospetti dell’opposizione di centrodestra: e cioè che il Lazio non voglia affrontare il tema perché la commissione d’inchiesta sugli affidi potrebbe diventare in qualche modo scomoda per la giunta Zingaretti. Come segretario del Partito democratico, del resto, Io stesso Nicola Zingaretti ha assunto posizioni durissime sullo scandalo di Bibbiano, minacciando querele a nome del Pd e difendendo a spada tratta il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, che ora rischia il rinvio a giudizio assieme agli altri 23 imputati. Per questo, il gruppo di Fratelli d’Italia pensa dì presentare una nuova richiesta per mettere in calendario la discussione sulla commissione d’inchiesta. «Almeno ci dovranno spiegare perché non la vogliono», aggiunge la Colosimo.

Il consigliere di Fdi denuncia anche di aver ricevuto, negli ultimi undici mesi, «oltre 20 segnalazioni di bambini portati via da casa in modo anomalo: un fatto che mi conferma la necessità di una verifica urgente e approfondita». Nel Lazio, in base a una «mappatura» che risale al 2017, le strutture d’accoglienza per minori sarebbero circa 340. Chiara Colosimo ne ha visitate molte, e non di tutte ha tratto un’impressione positiva: •In una casa famiglia una bimba mi si è attaccata al braccio, disperata, gridando “Portami via da qui!”. Ho avuto anche l’impressione che la magistratura minorile non abbia quel che si dice il polso della situazione». Non è una novità. Di un’altra struttura, che nel 2018 era finita in una brutta vicenda di abusi sessuali su una ragazzina, s’era scoperto che fino a pochi anni prima aveva avuto come vice responsabile un giudice onorario del Tribunale dei minori di Roma.

Fonte: laverità.info

 

Il Presidente Zingaretti riferisce sulla “vicenda mascherine