Chiara Colosimo (Fratelli d1talia), tra le incompiute della scorsa legislatura c’e la riforma per i poteri di Roma Capitale. Come vi muoverete?

“Siamo stati i primi a chiedere per Roma in Parlamento, in Regione Lazio e in Assemblea capitolina poteri speciali e risorse straordinarie per affrontare le grandi sfide. Sosterremo ogni processo per restituirle dignità: deve essere ritenuta un unicum comeCapitale».

 

La vostra agenda per Roma? «Oltre ai trasferimento di poteri, risorse, competenze e a uno status giuridico in linea con le altre capitali, serve rilanciare l’immagine di Roma nel mondo. Dobbiamo ragionare su un fondo straordinario per il trasporto pubblico locale».

Intanto corrono sia l’inflazione sia i prezzi dell’energia. «Usciamo dalla logica dei bonus: se l’Europa tergiversa sul tetto al prezzo del gas, dobbiamo intervenire velocemente sul disaccoppiamento tra gas e le altre forme di energia. Così si possono abbassare velocemente le bollette».

Se andrete ai governo, dovrete confrontarvi con un Comune e una Regione di centrosinistra? «Intanto, seppur di colore politicamente diverso dalmio, Roma Capitale rappresenta i romani. Ai quali noi daremo sempre il supporto del governo.

La Regione, poi andrà al voto a stretto giro e contiamo di governare presto anche alla Pisana».

 

 

F.Pac.

Dal Consiglio regionale del Lazio alla Camera dei deputati, passando per il collegio di Latina, ricevuto in “eredità” da Giorgia Meloni.
Chiara Colosimo ha il compito di portare a casa la vittoria nell’uninominale di Latina. Obiettivo che intende raggiungere contribuendo ad incrementare di molto i consensi della coalizione.
Per questo sarà costantemente presente a Latina e provincia, con un’agenda fitta di appuntamenti.
Ma proprio sconosciuto, il capoluogo e Ia sua provincia non sono, per Ia consigliera regionale romana.
Cresciuta alla Balduina, da sempre nell’area di Fratelli d’ltalia, Colosimo ha 36 anni e una carriera politica già di tutto rispetto.
«Non posso nascondere che sento Ia responsabilità di questa candidatura in questo collegio e sono orgogliosa di essere stata scelta – spiega Chiara Colosimo – Per Fratelli d’Italia e per il centrodestra, Latina e centrale.
Le elezioni politiche del 25 settembre rappresentano un traguardo fondamentale per il partito e tutti noi vogliamo contribuire a puntare Giorgia Meloni a diventare presidente del Consiglio.
Per fare questa, serve un risultato eccezionale. E siamo convinti di riuscire a portarlo a casa in tutta ltalia». Ma quanta conosce Latina Chiara Colosimo? «La città e questo territorio ho imparato a conoscerli in questi anni di Consiglio regionale. E poi so no una persona che studia i dossier e si informa su tutto.
Le questioni centrali sono tante. Latina ha certamente delle fragilità a livello amministrativo e spiace non aver vinto e conquistato la poltrona di sindaco con Vincenzo Zaccheo. Negli ultimi anni la sinistra ha fatto scelte pessime, anche nel sociale, con risorse risicate per aiutare le persone in difficoltà. Nonostante, pare, i soldi in cassa ci fossero. Tutto questo e colpa delle politiche fallimentari della giunta Coletta.
La Corte ha infatti evidenziato criticità e irregolarità nella gestione finanziaria dell’amministrazione comunale, con ben 370 milioni di risorse indisponibili per la città, e in particolare con quasi 5 milioni di euro non impiegati perle politiche sociali e nessun euro impegnato per asili nido, università e sicurezza.
Senza dimenticare infine la mancanza di politiche infrastrutturali, turistiche e industriali che rappresentano da sempre i settori strategici per lo sviluppo del territorio».
La Regione Lazio di Zingaretti, poi, poco o nulla ha fatto in questi anni per il territorio pontino.
«Solo annunci, spesso anche reiterati. Ma di cose concrete non si vede l’ombra. Prendiamo l’Autostrada Roma-Latina: siamo davanti all’ennesimo annuncio senza che ci siano tempi certi per vedere l’opera iniziata. Stesso discorso per l’ospedale: ora un altro stanziamento economico
ma anche qui non si comprende a che punto sia l’iter.
Durante questi giorni di campagna elettorale Colosimo ha avuto modo di incontrare semplici cittadini, imprenditori, professionisti. Da tutti, più o meno, arriva il timore delle difficolta per i costi dell’energia.
«II problema c’e e una soluzione va trovata. Noi spingiamo molto per la sfida dell’autosufficienza energetica. Dopodichè tutti sappiamo che non e una cosa che si può fare dal giorno alla notte. Quindi è evidente che noi condividiamo questa proposta di governo non solo perché è di Fratelli d’Italia, ma perché è l’unica modalità che abbiamo per una sorta di pace energetica in Italia».

Leggi l’articolo di TONJ ORTOLEVA su “Latina Oggi”

“Nella mia attività mi sono caratterizzata sulle politiche sociali e sanitarie, considero questi i temi prioritari del mio mandato e vorrei portarli anche a Roma”. Lo dice all’Adnkronos Chiara Colosimo, consigliere regionale nel Lazio di Fratelli d’Italia e candidata all’uninominale di Latina per il centrodestra, commentando la sua ampia presenza nelle liste di Fratelli d’Italia. Oltre che nell’uninominale, Colosimo è candidata anche al proporzionale in 3 collegi del Lazio e poi in Toscana e in Puglia.

Quindi il partito punta molto su di lei.

“Sicuramente un bellissimo riconoscimento, dimostra l’attenzione che Giorgia Meloni rivolge verso il lavoro che si fa sui territori. Sarà impegnativo ereditare suo collegio a Latina”, risponde Colosimo. Che parla del suo impegno nella regione Lazio. “Non solo la gestione della pandemia ma anche tutta una serie di questioni, in special modo legate ai bambini con malattie gravi, è stata sottovalutata – spiega – Le famiglie di questi bambini si sono sentite abbandonate, ma con il nostro impegno siamo riusciti a far approvare due importanti leggi regionali: il sostegno alle famiglie con minori nello spettro autistico, e quella sui percorsi per persone con disabilità non collaboranti negli ospedali. A queste famiglie abbiamo dato risposte, nonostante fossimo all’opposizione. Le leggi, presentate su nostra proposta, sono state approvate all’unanimità.

Riguarda la sanità anche il ruolo di Colosimo come presidente della Commissione Trasparenza.

“Non vorrei abbandonare la mia propensione alla trasparenza – spiega – che mi ha portato a denunciare questioni poco chiare avvenute nel Lazio, come quella delle mascherine pagate e mai consegnate, o come concorsopoli. Mi piacerebbe incarnare questa propensione alla legalità di Fratelli d’Italia”.

I SOCIAL GRANDE POSSIBILITA’ MA ANCHE GRANDE RISCHIO Casi come quelli di Tik Tok dove nessuno verifica sono un problema

“I social sono una grande possibilità per la politica, perché consentono un contatto diretto con i cittadini, ma credo che siano un grande rischio, il fatto che non ci sia mai nessuna verifica di quello che si scrive o si dice nei video, come quelli di Tik Tok, è un problema. Leggo, ad esempio – spiega la esponente di Fdi – che Giorgia Meloni prende tre stipendi. E’ falso ovviamente, ma è una cosa che la gente dà per vera.
Meloni prende lo stipendio da parlamentare, ovviamente, ma non quello da eurodeputato perché le cariche sono incompatibili. E da consigliere comunale di Roma non l’ha mai preso. Questo è il rischio dei social, almeno per le notizie di importanza pubblica andrebbe fatto un lavoro di maggior controllo.”

“Il post della Ferragni sull’aborto? E’ stato smentito, dati alla mano, dalla nostra responsabile del dipartimento famiglia Isabella Rauti, ma Ferragni è molto più famosa e diventa difficile competere”.

Lei si occupa di politiche sociali. C’è un rischio di emulazione nei giovani?

“Purtroppo il rischio emulazione di cose pericolose c’è, soprattutto sui giovanissimi, che rischiano di scambiare la realtà per il mondo virtuale. Anche su questo serve maggiore attenzione”.

Giorgia Meloni è l’unica donna di Fratelli d’Italia, circondata da tutti uomini?

“Assolutamente no. C’è la narrazione dei ‘fedelissimi’ di Giorgia, lei non cerca fedelissimi ma persone lealissime, e tra queste ci sono moltissime donne preparate. Ne cito solo due, entrambe della ‘generazione Atreju’, Augusta Montaruli e Carolina Varchi, che sono già parlamentari”.

“La classe dirigente di Fdi è nata e cresciuta in un percorso in cui non contava essere uomini o donne ma bravi e appassionati – prosegue Colosimo – tutti hanno fatto un percorso di scuole, università, consigli comunali e consigli regionali. Siamo partiti dalla militanza giovanile, abbiamo iniziato tutti a fare politica per portare avanti battaglie ideali, e vorremmo continuare a fare queste battaglie ideali. Nel nostro partito non ha mai contato il genere, ma solo il merito”.
Con lei premier sano ritorno alla democrazia dell’alternanza’

Ho presentato una interrogazione, per sapere se corrisponde al vero il fatto che a distanza di quasi tre anni dall’indizione della gara comunitaria per l’affidamento della fornitura di noleggio a lungo termine senza conducente di n. 18 veicoli operativi con allestimento AIB (antincendio boschivo), gli stessi non siano mai stati consegnati all’Agenzia regionale per la Protezione Civile; In caso di risposta affermativa sapere quali siano i motivi di questa mancata consegna ed eventualmente valutare eventuali responsabilità nella non esecuzione di una gara già espletata; Per sapere se l’eventuale mancata consegna dei mezzi, considerati indispensabili per il contrasto degli incendi boschivi, abbia causato dei danni all’attività della Protezione Civile regionale anche in virtù del fatto che gli stessi sarebbero dovuti arrivare a destinazione oltre un anno fa”

Quello che non si capisce, quando si tratta il tema dello spettro autistico, è che è come un po’ quando siamo stati tutti chiusi in lockdown. Abbiamo dovuto imparare un nuovo modo di entrare in relazione. Quando ci si relaziona con le persone nello spettro autistico, bisogna imparare un nuovo modo di farlo. Non è impossibile, ma la nostra sanità pubblica, nella maggior parte dei casi, tranne delle eccezioni, come quella della Regione Lazio, è completamente mancante di quello che riguarda queste figure, che sono i terapisti.

Queste figure sono il modo migliore per entrare in relazione con queste persone. La stessa cosa si può dire delle nostre scuole, dove queste figure, o comunque gli insegnanti di sostegno, non sono formati sullo spettro autistico. Quindi, dato che questo è un tema che riguarda un nascituro ogni 77 in Italia, è urgente metterlo tra le priorità delle azioni da fare.

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«Credo sia inverosimile e assurdo che un progetto riabilitativo possa essere chiuso se l’assenza derivi da malattia e anche con certificato medico. È paradossale una decisione simile che colpisce persone e famiglie, chiedo alla direzione regionale salute di risolvere queste criticità nel più breve tempo possibile».

 

Qual è il compito più importante della politica se non quello di ascoltare i problemi della gente, affrontarli, capirli e, con l’aiuto di specialisti, portare avanti le idee e fare in modo di trovare le giuste soluzioni, trasformando il tutto in legge che poi possa essere d’aiuto e di sostegno. Ecco, in sostanza e in maniera semplice, ma non senza difficoltà, sia chiaro, è quello che è riuscita a fare il consigliere regionale del Lazio Chiara Colosimo per le famiglie che hanno bambini, soprattutto, con problemi di disabilità, legati al mondo autistico. Una parola che, quando viene pronunciata, mette paura, soprattutto in questo momento, a maggior ragione dopo la tragedia della mamma di Torre del Greco, ma che in realtà è una questione che la consigliera di Fratelli d’Italia ha preso di petto, conosciuto, approfondito e poi, anche grazie ad elementi della maggioranza in Regione, è riuscita a trasformare in un “emendamento” che adesso è di aiuto e di sostegno a numerose famiglie.

Con Notizie.com, la Colosimo ha parlato del percorso e di tutto quello che è stato fatto e si farà da qui ai prossimi anni. “In materia di autismo, nel 2011 – ha spiegato la Colosimo –erano state appena emanate linee guida, ma eravamo nel nulla più completo. Ho visto con i miei occhi una bambina di 3 anni, meravigliosa, col piccolo problema che non stava a casa con i genitori, ma in una struttura con pareti foderate di gomma piuma, e aveva come problema il fatto di sbattere la testa contro il muro, passava le sue giornate a fare questo. Un dramma. Quando sono tornata nella stessa struttura aveva sostituto quell’atteggiamento con un altro, ovvero spostava su e giù la bambola con una carrozza di Barbie e per i genitori era una vera e propria svolta“. E’ un esempio, ma è fatto per far capire quello che si fa e il percorso che si è compiuto in questi anni per arrivare ad una legge che dia una mano non solo economicamente, ma anche e soprattutto dal punto di vista clinico e terapeutico.

Il percorso spiegato dalla Consigliera Colosimo a Notzie.com: “Successivamente sono entrata in contatto con professionisti, terapisti e neuropsichiatri, insieme a loro abbiamo lavorato ad una proposta di legge che è stata presentata per la prima volta nel 2011 ed è diventata legge, con molti cambiamenti passati in otto anni, nel 2018 in Regione Lazio. Ed è una legge molto importante perché riconosce la “terapia precoce, quella che, purtroppo e probabilmente, sarebbe potuto servire alla mamma di Torre del Greco e a quel bambino che si pensava fosse autistico“. Se non accade il dramma, è anche difficile che se ne parli e l’argomento venga trattato e toccato in ogni sua forma.

La Regione Lazio è l’unica in Italia che ha una legge – ha spiegato Chiara Colosimo -. E ne sono molto orgogliosa, anche se ho dato solo voce ad una battaglia che portavano avanti i genitori e tanti specialisti. Per fare la legge, è stato fatto un emendamento ed è stato un vero e proprio blitz, durante l’approvazione dei bilanci. E’ andata bene, pensate che, proprio in questi giorni, sono stati stanziati per il prossimo triennio 2022-24 2,5 milioni all’anno per le famiglie. Tradotto: abbiamo dato alle famiglie l’assistenza che la sanità pubblica non dà, e questo è grave allo stesso tempo. I genitori dovrebbero i terapisti, e lo faranno, ma riceveranno il rimborso totale da parte della Regione e questo non lo fa nessuno”.

L’autismo è una disabilità che non deve mettere alcuna paura, ma le famiglie devono essere sostenute e aiutate. La Colosimo ha fatto parecchio e continuerà a fare ancora molto perché il percorso non si ferma certo qui: “Nel Lazio ci sono circa 600 famiglie che vivono quotidianamente con questo dramma, ma è una mappatura che ho fatto io, in Italia sinceramene non so bene i numeri. Sia ben chiaro che una diagnosi di sospetta disabilità qualsiasi non è una condanna, non è un motivo per lasciarsi andare e lasciar andare i propri figli, ne ho sentite tante dire: se non mi aiutate lo ammazzo e mi ammazzo, perché c’è la disperazione e il fatto difficile da comprendere, e sono cose sulle quali rimaniamo agghiacciati, ma spesso queste mamme non ce la fanno a veder soffrire i loro piccoli”.

Una condizione molto complicata – ha concluso Chiara Colosimo di Fratelli d’Italia -, che non va giustificata ma sostenuta con tutte le nostre forze. E purtroppo è la realtà. e noi dobbiamo imparare a narrare la speranze, raccontare che è possibile essere felici anche con una disabilità. E questo deve essere possibile con le istituzioni che non devono scomparire perché quelle famiglie non devono essere isolate

Guarda l’intervista video QUI

Lettera aperta sulle persone con disabilità e i loro diritti.

Anno domini 2022, mentre alcuni teorizzano le classi apartheid oltr’Alpe, gettando nel cestino anni di lotte sui diritti e sulla dignità, altri si stracciano le vesti per la chiusura della Locanda dei Girasoli, straordinaria avventura diventata simbolo di inclusione lavorativa, ma mai veramente sostenuta ed eretta a modello.

Tra questi due “casi” c’è il silenzioso ma numeroso mondo delle famiglie e delle persone con disabilità, un mondo che scandalizza quando una mamma in preda alla disperazione affoga suo figlio per un presunto autismo, ma che poi nessuno e sottolineo NESSUNO conosce e sostiene.

Ora però il silenzioso e numeroso mondo deve alzare la voce perchè ecco la storia attuale della Regione Lazio, dopo la geniale idea di gestire le assistenze domiciliari in esterno tramite cooperative e società e di farlo come se si andasse al supermercato acquistando pacchetti, arriva l’ennesimo lampo di genio: in piena quarta ondata, le strutture che erogano attività riabilitativa a persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale, e quindi anche gli ex. art. 26, non devono tenere conto nemmeno della malattia certificata dei loro utenti.

Non vai per più di un mese per visite e/o malattie? Perdi il progetto e perdi il posto.

No, non è uno scherzo e non è un’esagerazione.

La scrivente solleva la questione da ottobre, cioè da prima che questa follia entrasse in vigore, in ultimo dai primi di gennaio le famiglie hanno iniziato a ricevere le lettere delle varie strutture in cui si specifica:

il cambiamento di orari e organizzazione delle terapie, riduzione a 45 minuti delle sedute, vietato allontanarsi dalla struttura, ma soprattutto:

“Il progetto riabilitativo verrà chiuso nel caso di assenze prolungate, ripetute sia per motivi familiari (ferie/vacanze/altro) sia per malattia ANCHE con certificato medico!!!

In data 10 gennaio, volendo credere alla buona fede ho scritto al Direttore competente in materia, la sua risposta dimostra solo una cosa, le persone che hanno bisogno di queste terapie sono troppe e sono anche scomode, quindi non si torna indietro così è

Nel settore residenziale sono ammessi 10 gg per ricovero ospedaliero più 20 per motivazioni varie. Totale 30 gg in un anno, comprese le festività eh, poi sei fuori, non importa che tu sia già non in perfetta forma e che siamo in pandemia e nemmeno che magari per accedere al percorso riabilitativo hai atteso anni, tu sei fuori. Nel settore semiresidenziale, i giorni di assenza consentita scendono addirittura a 20.

Si arriva qui, dopo il DCA 101 di luglio 2020, la successiva DGR 979 di dicembre 2020 e la definitiva Determinazione n. G14730, non sono tecnicismi, li cito unicamente perchè si sappia che ancora una volta a parlare sono le carte queste ancora prima che quelle che in questi giorni sono state recapitate alla famiglie degli utenti di queste strutture. Me ne sono state girate a decine, il ritornello è sempre lo stesso. ” la struttura deve obbligatoriamente adeguarsi alle norme della Regione Lazio”.

Non importa che fino ad oggi anche le prestazioni non erogate siamo state comunque in parte retribuite, non serve a niente ricordare come ha scritto sui social una delle più seguite e corrette caregiver influencer ” Altro tempo tolto all’autonomia, ai diritti, alle possibilità di riscatto”, perchè alla fine non importa che tutto questo porterà allo sconforto altri genitori, lascerà indietro qualcuno tutto ciò servirà comunque, si servirà a far dire ad un altro Zemmour che tanto l’inclusione è fallita quindi tanto vale non investirci, dall’integrazione a tutti i costi all’esclusione per legge.

Anno domini 2022, mentre alcuni litigano sui diritti che la pandemia leva, altri semplicemente sembrano non avere diritti. Io non ci sto. 

CHIARA COLOSIMO (VICE PRESIDENTE COMMISSIONE COVID E MEMBRO COMMISSIONE SANITA’ REGIONE LAZIO)

Caro Sindaco, cari sindaci del quadrante, ma soprattutto cari abitanti di Magliano e dintorni, in questi anni abbiamo invano predicato il cambio di paradigma sui rifiuti, da scarto a risorsa.

Siamo sempre stati contrari al conferimento dei rifiuti in discarica e a maggior ragione se l’impianto si trova accanto ad un parco e a meno di un chilometro dal centro abitato e ad una scuola. Non è un caso, inoltre, che anche la Asl abbia rilasciato parere negativo.
Le nostre perplessità aumentano perché siamo a conoscenza del fatto che, nel corso degli ultimi sette anni, diversi soggetti hanno mostrato interesse nella gestione del sito, portando avanti con decisione il progetto di trasformazione di una discarica di inerti in impianto per rifiuti cosiddetti non pericolosi. Cosa che dimostra, laddove servisse, il rischio di veder prevaricare gli interessi economici di alcuni sulla salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio. Rischio che già all’epoca dei famosi emendamenti mi portarono
a non apporre la firma,oggi confermo che a questo possibile scenario ci opporremo con forza.

E’ intenzione del Gruppo consiliare Fratelli d’Italia mettere in campo ogni iniziativa, anche legislativa (approfittando della legge di Stabilità che è in discussione in questi giorni), per scongiurare l’autorizzazione della discarica nel comune di Magliano Romano che, in quanto nuovo impianto, non presenta i requisiti richiesti dal Piano Regionale di gestione dei rifiuti della Regione Lazio.

Cordiali Saluti
Roma 16 dicembre 2021

Il consigliere regionale

Chiara Colosimo

Presidente Zingaretti, per pietà, richiami i suoi consiglieri che continuano ad alimentare una polemica che andrebbe spenta, permettendosi addirittura di attaccare la Meloni per presunte fake news.
Ricordo che le ultime volte che avete gridato alle fake news non è finita benissimo tra mascherine ed Allumiere. Quindi, visto che evidentemente i suoi non sanno leggere le carte, le do un consiglio: dica la verità cioè che, a pag.27 dell’allegato A dell’articolo 3 della proposta di legge numero 311 c’è il taglio dei fondi per il premio dedicato a Willy Duarte.

Dica Ammettiamo, abbiamo fatto i tagli lineari sulle cose che non si sarebbero svolte nel 2021 (perché da agosto non avete fatto il bando), ma nel bilancio 2022 li rimetteremo. È facile, ci provi, dire la verità è un atto rivoluzionario…

Allegato A dell’articolo 3 della proposta di legge numero 311

copertina willy monterio duarte