Dicono di me

4
Nov
2016

ChiaraLa Meloni-girl che fa la festa ai giovani di Destra

Di Gianluca Nicoletti

11 settembre 2009

Pierlugi Bersani ieri pomeriggio parlava alla meglio gioventu’ di destra convenuta al parco del Celio per la festa di Atreju. Improvvisamente sembrava cominciasse a piovere sull’adunata. Il panico corse solo un brevissimo istante tra i virgulti della Giovane Italia, sapevano che Chiara Colosimo, la loro Wonder Woman, li avrebbe salvati dall’onta dell’acquazzone. Infatti lei era gia’ dall’alto del suo metro e sessanta scarso di ciccia tosta a dar ordini a ragazzoni nerboruti per la soluzione indoor, mai Bersani avrebbe dovuto lamentarsi della loro trasversale ospitalita’. La luogotenente dell’esercito di Giorgia MELONI ha ventitre’ anni. Sotto un bella cascata di capelli neri fisico da pin-up, disinnescato dal candore disarmate di una maglietta con disegnato Bamby. Chiara Colosimo e’ «l’uomo macchina» di ben sette edizioni di Atreju e tutti sanno che con lei nulla e’ lasciato al caso. «Se mi chiami MELONI girl non mi offendo, ma guarda che nel gruppo dirigente di ragazze mica siamo molte». Saranno anche poche, ma lei e’ quella che comanda tutti in quel posto. Su questo non c’e’ dubbio, basta guardare come mette in riga, senza mai alzare la voce, quelli del servizio d’ordine, mentre il suo Blackberry scalpita sputando ricevute di biglietti elettronici e conferme di ospiti illustri. Chi si fosse aspettato che tra la gioventu’ di destra ancora aleggiassero reflui di femmine da «riposo del guerriero» non lo faccia capire alla Colosimo, quella si e’ montata da sola con la chiave inglese in mano tutte le «americane» del parco luci. «Sono l’ultima a uscire di qui alle quattro di notte, lascio le chiavi alla vigilanza, ma alle sette della mattina dopo sono qui a riaprire di nuovo!». E’ vicina alla laurea di scienze politiche, mi dice che sta lavorando a una tesi su Spinoza, ma quando le chiedo se lo ha scelto perche’ scomunicato non raccoglie. Chiara non fa la modesta, ammette orgogliosa che le riesce bene gestire le persone, forse proprio perche’ era la persona piu’ tosta su piazza che l’amica Giorgia l’ha destinata ad occuparsi dello staff di Atreju. «Io sono della Garbatella, come Giorgia. Si cresce in fretta in borgata, il nostro e’ un quartiere rosso, ci sono otto centri sociali, una volta mi hanno fatto un agguato mentre attaccavo manifesti. Mi e’ andata bene, solo uno zigomo un po’ ammaccato». E’ piccola, ma ben impostata, si vede che non e’ una mammoletta. Mi confessa di aver fatto pugilato, anche qualche incontro. La perfetta manicure con smalto madreperla forse serve solo a non spaventare chi e’ al corrente delle sue glorie sul ring. Pero’ e’ un po’ che Superchiara si e’ accorta che le guardo quel ciondolino al collo, lei furbetta cercava di dissimularlo tra i capelli, ma le spiego che a me quella croce celtica non fa nessun effetto draculesco, solo mi incuriosiva il fatto che lei la portasse accoppiata a un piccolo crocifisso d’oro, mi sembravano tante due croci assieme Invece segnano le tappe piu’ importanti della sua vita. «Ho iniziato a occuparmi di politica a sedici anni a scuola quando ho conosciuto quelli di Azione Giovani. Nel nostro ambiente si arriva a un certo grado e ci regalano la croce celtica, e’ una specie di riconoscimento, ma a me non piace associarla ancora a simbologie nostalgiche. Noi non ci salutiamo piu’ da anni con il saluto romano, ho da poco fatto il pellegrinaggio a Santiago de Compostela, e’ un luogo cristiano e le croci celtiche si vedono ovunque». Chiedo allora perche’ il raddoppio dell’altra croce: «Questa e’ la mia avventura recente, mi sono convertita e sto seguendo un cammino». Non spingo troppo perche’ capisco che non dice tanto per dire, ma un po’ la stuzzico sulla moda corrente della conversione, mi rende la botta e mi fa capire che per lei e’ cambiato veramente qualcosa, non sono solo parole. Quando intuisco che il suo modello femminile e’ molto piu’ affine a Maria Goretti che a Kill Bill un po’ ci rimango male, cosi’ tergiverso su quando si e’ accorta che alla festa della gioventu’ di destra era finito il tempo degli steccati invalicabili . «La vera svolta per Atreju e’ stata quattro anni fa con l’incontro di Fini con Bertinotti, ecco Bertinotti ci ha veramente sdoganato, ha detto alla stampa che con noi ci si poteva discutere, da allora in poi e’ stato un crescendo, quest’anno Bersani, D’Alema. Poi Veltroni due anni fa, quando gli facemmo il famoso scherzo della domanda sulla borgata Pinarelli , che non esiste, ma lui prendeva tempo». Provo l’ultima trappola sulle belle donnine di cui il Premier, che loro applaudono, non si fa scrupolo di apprezzare, ma non si smarca: «Ci va bene il pensiero liberale, ma ci sono cose che non ci appartengono, come sulla pillola abortiva, non si discute». E Fini allora? «E’ evidente che su alcune temi non siamo d’accordo, come sulla fecondazione assistita, Ma la nostra autonomia di pensiero e’ rispettata. A me piace Tremonti, l’anno scorso qui ha parlato di Dio patria e famiglia».


Fuori dal coro: “La consigliera dà lezione ai colleghi «Rinuncio all’auto blu. Meglio il bus»”

Da www.iltempo.it

3 Febbraio 2012

Ieri Chiara Colosimo, 25 anni, entrata alla Pisana con il Pdl nel listino della governatrice Polverini, è stata eletta presidente della Commissione Mobilità. La prima decisione che ha preso è stata quella di rinunciare all’auto blu. «Lo so che non sarà un grande risparmio per le casse della Regione ma è un modo per ribadire il principio che la politica deve essere al servizio dei cittadini». Una decisione più unica che rara, destinata inevitabilmente a creare dissapori: «Qualche consigliere mi ha rimproverato, mi ha detto di non fare la paladina. Non mi importa – spiega ancora la Colosimo – Anzi spero che almeno i miei colleghi più giovani capiscano e mi seguano. Ho una Smart e una Vespa, mi bastano. Per andare in centro prenderò il bus. L’auto blu, tra l’altro, mi farebbe sentire soltanto meno libera».

A. D. M.


“No, grazie. Dell’auto blu ne faccio volentieri a meno”

Di Viviana Spinella da www.romaitalialab.it

 3 febbraio 2012

In tempi di sprechi ed eccessi, fa notizia la decisione di Chiara Colosimo, la più giovane consigliera regionale del Lazio, di rinunciare all’auto blu.

Le spettava da statuto, da ieri, dopo l’elezione a presidente della Commissione Mobilità della Pisana. Ma lei ha rifiutato. Perché? Semplice: “Credo sia una delle cose che in assoluto allontani di più la politica dalla gente – ci spiega – Poi ho 25 anni, una patente, un’auto e una vespa che preferisco di gran lunga (certo magari non in giornate come questa!). E’ un modo diverso di stare nelle istituzioni e un modo per restare me stessa”.

Un gesto naturale, che però non porterà molti benefici alle casse regionali: “Beh, se resterò la sola a farlo, l’unico risparmio sarà quello del costo della benzina. Le auto sono in leasing e l’autista è un dipendente regionale, quindi continuerà a lavorare. Ma se lo facessero tutti…”. La notizia si è diffusa via Facebook, ma non è stata la consigliera a diffonderla: “Appena sono stata eletta – ci spiega – ho protocollato la domanda, non lo avevo detto a nessuno. Poi uno dei ragazzi che lavora in Regione ha postato la notizia su Facebook e poi su Twitter e in un secondo la voce è girata. L’ha ripreso anche il blog BastaCasta”.

Una paladina contro la casta, verrebbe da dire, in tempi di mancati tagli ai costi della politica. “No, non lo sono affatto – replica – cerco solo di restare normale”. Le reazioni dai colleghi? “A parte il plauso pubblico di De Romanis solo mugugni”.


Parla all’Agir Chiara Colosimo, papabile capogruppo Pdl alla Regione Lazio.

Da http://www.agenziarepubblica.it/

18 settembre 2012

Tra l’investitura della Polverini “non è confermata” ”e la delusione di Atreju 2012 “l’assenza di Berlusconi lascia l’amaro in bocca” ci racconta di essere stata scambiata per una buttafuori…Classe 1986. Giovane, rampante, consigliere regionale del Lazio, rampelliana doc. Donna “stimata” dalla donne, da Giorgia Meloni prima e oggi dalla governatrice Renata Polverini che ha benedetto la sua possibile ipotizzata elezione a capogruppo-Pdl in Aula, in sostituzione di Francesco Battistoni, coinvolto, anche lui, nel caos che ha travolto il partito nel Lazio, a seguito del caso-Fiorito.
E Chiara Colosimo, proprio in Aula, è intervenuta duramente, nel corso del dibattito voluto dalla governatrice Renata Polverini, che minacciando le sue dimissioni, ha incassato il piano-tagli (che prevede, tra l’altro, tagli alle spese del Consiglio stesso).
Chiara si considera un’eccezione lei stessa e sa di muoversi nell’eccezionale. Senza sottrarsi alle domande, dimostra sul campo una certa spontaneità e abilità. Con piglio ideale e dribbling da veterana della politica, racconta all’Agir le sue idee sul futuro della Regione e non solo.

La Polverini che benedice l’investitura-Colosimo non la preoccupa? Tutti sanno che chi entra Papa in Conclave esce cardinale…

«Questa è bella. Complimenti. Non me lo aveva detto ancora nessuno. No, non mi preoccupa e non so chi abbia messo in giro questa voce. Non è vera. Ieri sono stata scelta dal capogruppo Battistoni per fare un intervento a nome del Pdl. E i miei colleghi, molto semplicemente, hanno votato all’unanimità per questa decisione. Si figuri il gossip che sto subendo. C’è qualcuno che già ipotizza una mia love story con Battistoni. Ma ci rendiamo conto? ».
Francesco Storace è apparso un mediatore importante in questo frangente. Che risponde se parlo di prove tecniche di ricomposizione di una destra nel Lazio e non solo…
«L’esperienza passata di Francesco è nota ( già governatore della Regione Lazio, ndr). Tutti lo ascoltiamo e attingiamo alla sua conoscenza dei meccanismi regionali. Ha una capacità di gestione dell’Aula superiore alla media. Ma parlare di una strategia che guarda al futuro è andare troppo avanti. Io penso ad oggi».
Il piano presentato dalla Polverini pretende di ispirarsi a una nuova concezione della politica. E in linea anche con i segnali che bisogna dare ai Grillo di turno. Però auto blu, taglio dei consiglieri, bilancio in rete, sembrano cose già sentite. Qual è il contributo concreto di Chiara Colosimo?


«La rinuncia all’auto blu è una mia idea personale. Già a febbraio avevo rinunciato a questo privilegio che mi sarebbe spettato in quanto presidente di Commissione. Poi, per quanto mi riguarda, io immagino e sogno una politica della Regione Lazio che esca dalla Pisana, a contatto con la gente e con i suoi problemi, che non si chiuda dentro quattro mura. Occorre lavorare su questo».
Domanda secca. C’è maschilismo nel Pdl?
“Non lo so perché io vengo avvertita come un maschiaccio. Vengo da una storica sezione del Msi poi di An dove ero l’unica donna, ma non se ne sono mai accorti!».

Delusione per l’assenza di Berlusconi ad Atreju 2012?
«Sì, lo riconosco. Ci sono rimasta male come tutto il mondo giovanile lì presente. Sottrarsi al confronto non è mai bello. Ammetto che gli avremmo chiesto di aprire alle primarie nel Pdl (come anche Alemanno ha suggerito attraverso una recente intervista al Tgcom24, ndr). Resta l’amaro in bocca. Ma poi mi viene in mente un episodio collegato proprio ad Atreju che mi fa sorridere. Un fotografo, di quelli che ieri sono accorsi alla Pisana per immortalare i momenti salienti in Aula, mi ha detto che credeva facessi il buttafuori ad Atreju e non che fossi un consigliere. E riassaporo il piacere di fare politica tra la gente».

Parla da leader Chiara. Parla giovane. Non aver mai perso l’occasione per invocare il rinnovamento politico e generazionale del centro-destra le ha fatto guadagnare i riflettori della ribalta e l’ha già resa essenziale per il cambiamento. L’ammodernamento sembra proprio dover passare per una grintosa e audace ventiseienne. Lati del carattere che contraddistinguono anche la storia della Polverini. Ha i punti per la vittoria insomma. (m.m.)


Panorama.it | Italia – Regione Lazio: un giorno di stra-ordinaria follia

di Claudia Daconto

18 Settembre 2012

Chi il Consiglio regionale del Lazio lo bazzica da più anni giura di non aver mai assistito prima a uno spettacolo a così alta tensione come quello andato in scena ieri nel giorno del redde rationem – che poi non c’è stato – della maggioranza di centrodestra guidata da Renata Polverini dopo lo scandalo delle spese pazze, a carico dei contribuenti, dell’ex capogruppo Pdl Franco Fiorito e di chissà quanti altri. Perché davvero i corridoi della Pisana sembravano il set di un film di paura, sebbene virante al comico.

Presenti tutte, ma proprio tutte, le testate locali e nazionali con le firme di maggior prestigio pronte a tuffarsi, fin dal mattino, non solo sul più oscuro dei consiglieri, ma anche su autisti, portaborse e uscieri. Firme disposte a tutto pur di arraffare una notizia vera tra le tante false circolanti in quelle ore convulse. Talmente false da resistere, in alcuni casi, addirittura fino a stamattina quando qualcuno ancora sosteneva, smentito dall’ufficio stampa del Consiglio stesso, che per la Polverini dimissionaria si sarebbe scomodata pure la Cnn con conseguente panico tra gli addetti ai lavori perché nessuno sapeva dove fargli piazzare il furgone dotato di antenna parabolica per trasmettere oltreoceano la diretta degli eventi.

Lo si ammetta: fino a due giorni fa, la maggioranza dei giornalisti non sapeva nemmeno che faccia avessero i protagonisti del giorno. Molti, compresa chi scrive, hanno tenuto gli occhi incollati sui palmari per cercare di stamparsi in testa le foto di ciascuno nel disperato tentativo di riconoscere almeno i pezzi grossi, placcarli, percorrere insieme qualche metro, accompagnarli al bar e davanti a una tazzina di caffè farsi rilasciare una battuta, un’anticipazione, al limite una previsione da mago.

E infatti era tutto un darsi di gomito tra colleghi in cerca di lumi: che t’ha detto quello?, chi è che stai intervistando?. Risposta più frequente: boh.

Nel frattempo a mezzogiorno si riuniva la capigruppo al primo piano; alle 13 le agenzie battevano l’ultimatum della governatrice con la richiesta della testa di Francesco Battistoni che lei detesta da quando le ha inguaiato l’assessora all’Agricoltura Angela Birindelli per una storia di presunti finanziamenti illeciti a un giornale della Tuscia di cui sono entrambi originari e che ora dice, la Polverini di Battistoni, non faccia altro che remarle contro. Alle 14 si vedevano quelli dell’opposizione per redigere il documento poi bocciato in aula, contemporaneamente i giovani del Pdl in blocco si chiudevano a confabulare nell’aula della commissione Mobilità prima dell’inizio del fatidico consiglio straordinario convocato alle 16 “per comunicazioni urgenti della presidente Polverini”.

Ad aleggiare immobile su questo vorticoso e incessante via vai, il quesito dei quesiti… chi si dimetterà davvero alla fine?, risposta: nessuno. Fine del film. Almeno della prima parte. Perché è già annunciato il sequel. Venerdì ci sarà il voto decisivo sul pacchetto di tagli pretesi dalla Polverini per rimanere al suo posto. Il Pdl le ha fatto quadrato intorno. Lei, con addosso un vestito bianco da 200 euro – lo ha rivelato lei stessa in aula – ha chiesto scusa ai cittadini del Lazio e al milione e mezzo che l’ha votata due anni e mezzo fa. Ha ripetuto come un mantra scalfariano io non ci sto, e quando dopo ore e ore di interventi è stato il momento della sua replica, la tensione e la stanchezza di questi giorni hanno rischiano quasi di spezzarle la voce. Quella che avrebbe dovrebbe risparmiare dopo che mi hanno tolto due tumori.

A suggellare il ricompattamento della sua maggioranza l’abbraccio con Chiara Colosimo. Mandata avanti dal partito, a soli 26 anni – è la consigliera più giovane della Regione – parla a nome del gruppo. Lo fa al posto di Francesco Battistoni che le siede accanto e in sei ore non si alza mai nemmeno per andare al bagno. L’unico che non spiccicherà una parola per tutto il giorno, né prima né durante né dopo il consiglio. Sarà lei, Chiara Colosimo, la nuova capogruppo? C’è chi giura di sì: è giovane, è una faccia nuova, perfetta per un’operazione di restayling del partito. Panorama.it la intercetta dopo l’intervento con cui il Pdl, attraverso la voce tremante di emozione di Chiara, ha confermato la sua fiducia alla presidente. E’ tesa, lo ammette, non è stato facile.

Il giorno dopo come si sente?

Contenta della svolta avvenuta in Regione, della revisione della spesa, che si sia reagito in modo giusto a qualcosa di scandaloso.

Oggi tutti i giornali parlano di lei, che effetto le fa?

Non amo la sovraesposizione.

Temo che dovrà abituarcisi?

Perché?

La esortiamo a non fare finta di niente visto che tutti la indicano come la nuova capogruppo del Pdl. Lei assicura che si stratta solo voci di corridoio, impossibili da fermare, ma che tali restano visto che non hanno origine né da lei, giura, né da fonti ufficiali del partito. E tra le fonti non ufficiali che si dice? Vi starete pur chiedendo come risolvere la questione Battistoni visto che la Polverini lo vuole, metaforicamente, far fuori?

Non stiamo ragionando su nulla, per noi il capogruppo è Francesco.

E’ stato lui a chiederle di parlare in aula?

Sì, è stato lui.

Secondo lei perché lo ha fatto?

Forse perché sono giovane e il Pdl si voleva presentare con la mia faccia.

Ma Battistoni che tipo è davvero? Ne scrivono di ogni colore: freddo, algido, perfettino, saputello, un po’ arrogante, senza contare qualche fattura scappata di mano anche a lui…

Francesco è una bravissima persona. Adesso stanno cercando in ogni modo di tirarlo dentro alla questione Fiorito, ma è bene sottolineare che è stato Battistoni a far togliere di mezzo Fiorito.

Tra Polverini e Battistoni lei chi sceglie?

Non devo scegliere. Io ho fatto quello che mi ha chiesto il mio gruppo e mi pare che la presidente sia stata contenta.

Mi tolga una curiosità: che le ha detto quando è andata ad abbracciarla dopo il suo intervento?

Mi ha chiamato con la mano, mi ha dato un bacio e mi ha detto “brava piccolé”.

Non è che adesso si monta la testa pure lei?

Macché, fino a due giorni fa ero la buttafuori alla festa di Atreju e posso benissimo continuare a farlo.


Al Pdl non resta che la Colosimo

Di Federica Fantozzi da www.unita.it

21 Settembre 2012

L’anno zero del Pdl nel Lazio comincia con Chiara Colosimo, classe 1986, appena eletta capogruppo alla Pisana al posto del defenestrato Battistoni. E’ il volto pulito del partito: praticamente l’unico rimasto, dato che i suoi coetanei sono rimasti ingloriosamente impigliati nei racconti di Francone Fiorito. Il toga-party ultra-kitsh di De Romanis, le cravatte di Marinella per Giancarlo Miele, il book fotografico da 1800 euro per la graziosa Veronica Cappellari, che si sente “colpita perché berlusconiana” ma resta “orgogliosa di esserlo”.

E dunque, tra le macerie è rimasta lei. Un po’ come Highlander. Al netto dei soldi ricevuti per alcune manifestazioni con Giorgia Meloni, sulla cui natura politica Fiorito ha sparso illazioni. Ma nel partito sono convinti che almeno lì non ci sia nulla da nascondere. Così Colosimo è stata prima gentilmente costretta dai suoi a prendere la parola in aula dopo il discorso – a metà tra l’auto da fé e il j’accuse – della governatrice. Con Battistoni, esautorato nei fatti, che esce furibondo dall’aula, e lei, la più giovane consigliera regionale, cui trema la voce mentre tenta di disegnare un futuro. Adesso, l’elezione a furor di popolo per guidare (dove non si sa) quel che resta del gruppo.

Ma chi è Chiara Colosimo, già “volto nuovo” delle scorse elezioni (dove peraltro è approdata via listino bloccato)? Mora, minuta, liceo al Convitto Nazionale, laureanda alla Luiss. Politicamente: aennina tendenza Rampelli, ex Azione Giovani, presidente della sezione regionale della Giovane Italia. Alla Pisana è diventata presidente della commissione Mobilità, vice presidente di quelle Scuola e Lavori Pubblici.

Sul suo sito include “tra i viaggi che la segnano umanamente” quello all’Aquila il giorno di Pasqua del 2009 “in cui partecipa attivamente alla macchina dei soccorsi della protezione civile del Modavi, quello a Santiago de Compostela e quello in Saharawi”. Il tempo libero “lo dedica al pugilato, alla lettura e alla musica. Amante del sigaro e della sua vespa, che ogni giorno la accompagna in giro per Roma”.

E’ cattolica, ascolta i Modena City Ramblers e Ligabue, ma i film preferiti sono americani: “Fight club”, “Cinderella Man”, “Million Dollar Baby”. Letture: “Il gabbiano Jonathan Livingston”, “Il trattato del ribelle”, “Stella meravigliosa”. Da baby-consigliera a capogruppo nello spazio di pochi giorni. Nel frullatore dello scandalo che sta sbranando la giunta Polverini succede anche questo. La caduta del “sistema Lazio” potrebbe rappresentare una grande opportunità per una dei pochi ex An (finora) apparsi immuni da eccessive ingordigie, abitudini sfarzose e passato ingombrante. Il tutto se, ovviamente, l’anno zero del Pdl laziale non finirà subito. Con le dimissioni della governatrice azzoppata.

 

 

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